Zone rosse, i 21 indicatori possono cambiare: si valuta la suddivisione per province

Potrebbero cambiare ancora le carte in tavola circa la suddivisione delle regioni italiane nel tre zone, gialla arancione e rossa. I governatori chiedono una revisione dei 21 indicatori, per arrivare a una semplificazione del processo per stabilire l’inclusione nelle varie fasce, ma nodo forse più importante è quello dell’inserimento di variabili che tengano conto più precisamente dei territori ed in particolare delle province. Guardando alla Campania, per esempio, in questo momento abbiamo il beneventano e l’avellinese in lockdown nonostante la situazione del contagio non desti particolari preoccupazioni, a differenza che nelle province di Napoli e Caserta.

Alle ore 16.00 di oggi si terrà un incontro tra Francesco Boccia, ministro per gli Affari Regionali, ed i presidenti di regione con il ministro Speranza e il presidente dell’Istituto di Sanità Silvio Brusaferro.

Altra questione è quella di utilizzare i dati trasmessi dalle regioni praticamente in tempo reale, e non in ritardo di una settimana come avvenuto finora. Attualmente, infatti, è come se il virus giocasse con una settimana di anticipo, con il governo che lo rincorre quando dovrebbe cercare di prevenire le sue. È quello, in sostanza, che giustamente sostiene Vincenzo De Luca.

Ad ogni modo, sembra che poco potrà essere fatto sui 21 indicatori, certamente non assisteremo ad una decurtazione rilevante. Brusaferro ha respinto infatti l’ipotesi affermando che si bisogno di “più indicatori per rappresentare nel migliore dei modi la realtà”. Sulla stessa lunghezza d’onda il ministro Boccia, così come il ministro Speranza il quale nei giorni scorsi ha sottolineato come in questi mesi non siano state esternate obiezioni sul sistema, poi palesate all’improvviso.

Agostino Miozzo, coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico, a Sky Tg24 ha detto: “I 21 indicatori sono importanti per avere indicazioni precise. Se li vogliamo ridurre si può fare, ma auspicherei di mantenere lo standard elevato”. Al limite più che sul numero, si potrebbe intervenire sulla prevalenza di uno rispetto ad un altro, praticamente un meccanismo di aggiusto in ragione di quanto è stato osservato in queste settimane.

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