Scuola, Azzolina: “Sono quotidianamente al lavoro per riaprirla. Spesi 3 miliardi”

La pandemia da Coronavirus ha stravolto il mondo dell’istruzione e della scuola, la data della nuova riapertura non c’è ancora ma si sta già lavorando affinché gli studenti possano tornare in classe in sicurezza. La Ministra Azzolina a tal proposito ha dichiarato che si lotta per non accentuare la dispersione scolastica già molto frequente in Italia.

Il Ministero dell’istruzione sta quindi preparando una linea prudenziale. Il governo, infatti, stando alle parole della Azzolina, ha tutta l’intenzione di riaprire le aule scolastiche. Ciò però avverrà gradualmente per scongiurare ulteriori nuovi contagi.

L’ultimo anno è stato veramente disastroso. Nonostante la Dad sia un sistema piuttosto efficace, agli studenti, in particolar modo quelli delle scuole primarie, manca il contatto con gli insegnanti e con i compagni. La scuola infatti non rappresenta solo una crescita a livello di studio, ma anche una crescita umana.

Il ritorno a scuola è quindi ancora tutto da definire ma si sta già lavorando in questa direzione. In particolar modo si lavora sui test rapidi all’interno delle scuole che tutelerebbero ancora di più gli studenti, ma anche gli insegnanti ed il personale non docente, anche se molti dubbi permangono sui test antigenici.

Le parole Azzolina sulla nuova riapertura della scuola

Noi da parte nostra dobbiamo programmare e preparare secondo una linea prudenziale. Ma il governo ha interesse a che i ragazzi tornino in classe, lo faremo in modo graduale. Sono stati spesi più di 3 miliardi. Soprattutto sull’innovazione, per non lasciare indietro nessuno. Ci stiamo impegnando per recuperare in poco tempo il terreno perso negli anni di tagli, che la scuola ha fretta di dimenticare perché rappresentano una ferita. Sono quotidianamente al lavoro per scongiurare il ricorso a soluzioni unilaterali, che in molti casi rischiano di accentuare la dispersione scolastica e le forme di disuguaglianza. Al ministero sarebbero quindi in corso i lavori per preparare le scuole alla riapertura dopo la seconda ondata.

I test rapidi devono essere fatti nelle scuole perché tranquillizzano molto le famiglie, gli studenti e anche il nostro personale scolastico. Li chiediamo da tempo e so che il  commissario Arcuri ne ha comprati in gran quantità e serve una buona organizzazione per farli anche nelle scuole. Per quanto riguarda i trasporti  siamo disponibili a scaglionare ulteriormente gli ingressi: abbiamo chiesto un programma territorio per territorio, purché gli studenti delle secondarie di secondo grado, gradatamente, tornino a scuola.” 

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