Presidente 118: “L’alta mortalità del covid non è casuale, serve intervento tempestivo”

Morti covid, guariti e nuovi contagiati di covid. E’ questa la realtà che ormai invade le nostre case, le nostre conversazioni e le notizie di cui discutiamo a pranzo e a cena. Non è una realtà piacevole, ma sembra che ormai non si parli d’altro, mentre i numeri si accumulano sui giornali e sui tabloid, invadendo anche qualsiasi tipo di social network. Eppure, se quello di cui si parla è molto, altrettanto è ciò che si nasconde nelle cose non dette.

La situazione che ci viene presentata è quella di un picco ormai raggiunto e di un’emergenza che, anche se non prossima alla fine, sembra ormai aver raggiunto una propria stabilità. Ma è davvero così? Mario Balzanelli, direttore della stazione Covid dell’Ospedale Moscati di Taranto e presidente del 118, afferma che dietro in numeri la realtà è ben diversa. Quella che potrebbe sembrare una situazione positivamente in via di sviluppo, infatti, nasconde una verità angosciante e quantomeno tragica.

Se il numero dei morti covid è così alto, ci sarà sicuramente un motivo e la ragione risiede in un intervento poco tempestivo, come afferma Balzanelli. Il presidente del Sis 118 ha compreso maggiormente quanto la malattia fosse aggressiva, dopo essere passato dalla condizione di medico a paziente, e racconta quest’esperienza all’Ansa.

Dopo l’ennesimo turno sfibrante, tra tute di contenimento e pazienti in situazioni critiche, Mario Balzanelli, 56 anni, si è ritrovato vittima della stessa malattia che cercava in tutti i modi di contrastare. Una sera del 4 novembre, dopo essere stato riaccompagnato a casa da un collega (risultato poi in seguito positivo al test per COVID-19), ha iniziato ad avvertire una situazione di malessere diffusa. Una tac ha ben presto rilevato “una polmonite interstiziale alveolare” e da quel momento, le sue condizioni non hanno fatto altro che peggiorare.

“Ho scoperto su me stesso quanto galoppa il virus: in tempi velocissimi ho avuto un’alterazione importante del muscolo cardiaco, blocco della funzione renale, sepsi, gli alveoli polmonari anziché essere pieni di aria si sono riempiti di liquidi e detriti cellulari. Ero preda di una prostrazione mortale. Da medico ho pensato che non ce l’avrei fatta”. 

Sono parole tremende e che fanno riflettere, e appartengono allo stesso Mario Balzanelli che fino a quel momento aveva affrontato la pandemia dall’altro lato della mascherina protettiva. Vivere la situazione in prima persona ha fatto sì che il direttore Sis del 118 si rendesse conto di quanto effettivamente fosse necessario un intervento tempestivo e non lasciare i pazienti in coda, ore intere, in attesa di ricovero.

Flussi di ossigenazione, cortisone e antibiotici sono solo parte della terapia a cui Balzanelli si è sottoposto in virtù di eliminare il virus dal suo corpo. Nonostante oggi, dopo 26 giorni, sia risultato finalmente negativo, resta comunque ricoverato fin quando non sarà in grado di tornare a respirare autonomamente.

“L’alta mortalità, 800 decessi al giorno, non è casuale”  afferma Balzanelli, e spiega come una situazione di questo tipo sia causata dalla poca tempestività con cui si agisce su malati con sintomi già gravi, portando di conseguenza a un elevato numero di morti covid.

E aggiunge La presa in carico del paziente Covid con problemi respiratori deve essere immediata, l’intervento deve essere standard: tutte le ambulanze devono essere fornite di ventilatori ad alta pressione ed emogasanalizzatori per verificare con precisione le condizioni del paziente, lo scambio gassoso polmonare, la concentrazione precisa di ossigeno e anidride carbonica”.

Adottare questo tipo di misure e in maniera tempestiva potrebbe garantire una diminuzione effettiva dei morti e un conseguente miglioramento della situazione attuale. Intervento immediato per i pazienti più gravi, misure pensate all’occorrenza e un maggiore impegno da parte del Governo nel garantire strutture appropriate e attrezzate. Solo in questo modo, secondo quanto spiega Balzanelli, potremmo sperare di contrastare davvero l’epidemia.

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