MESSAGGIO POLITICO ELETTORALE

Covid, 103 medici contro De Luca: “Getta discredito sull’intera categoria”

Sono 103 i medici dell’Ospedale del Mare che si sono posti contro il Presidente Vincenzo De Luca, firmando una lettera a lui indirizzata ed inoltrata anche all’Asl. Le parole del Governatore, nel corso di una diretta Facebook, hanno indignato l’intero comparto sanitario.

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Li ha definiti ‘farabutti’ nel parlare di una piccola percentuale che mentirebbe sulla disponibilità dei posti letto soltanto per pigrizia. Secondo il Presidente, infatti, ci sarebbe una parte del personale che rifiuterebbe di prestare soccorso per evitare di prolungare il proprio orario di lavoro.

Le sue parole hanno offeso profondamente l’intera categoria professionale. Quella che, più di ogni altra, sta subendo il peso di questa emergenza sanitaria, combattendo in prima linea, senza sosta.

Di qui la replica dei medici dell’Ospedale del Mare che si pongono contro De Luca, commentando le sue esternazioni nel modo seguente: “Affermazioni ingiustamente denigratorie e non consone al linguaggio istituzionale di Presidente della Regione e di responsabile della sanità pubblica campana.”

Nella lettera, resa nota da La Repubblica, proseguono: “Conosciamo bene le grandi difficoltà nell’affrontare i compiti e le sfide che il nostro lavoro ci impone di fronteggiare. Conosciamo bene l’impegno e la professionalità che ciascuno di noi dedica alla salute pubblica quotidianamente nelle terapie intensive, nei pronto soccorso e in tutte le unità operative. Nonostante le difficoltà e lo stress fisico ed emotivo a cui siamo sottoposti da mesi.”

“Tali parole prive di riferimenti precisi circa ‘quell’1%’ di colleghi, gettano discredito su un’intera categoria impegnata senza sosta in questi difficili momenti. Inoltre, contribuiscono a creare un clima di diffidenza nei confronti degli operatori sanitari che sempre più spesso sfocia in aggressioni fisiche e verbali al personale in servizio.”

“Se, e solo se, ci sono state delle responsabilità, queste verranno accertate nelle opportune sedi e mai, ripetiamo mai, con una gogna mediatica alla quale siamo stati esposti” – concludono.

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