Caos negozi in Campania, alcuni aprono lo stesso. Confesercenti scrive al Prefetto: “Comunicazioni confuse. Non procedete a sanzioni”

caos negozi campania
Ieri sera è scaduta l’ordinanza del Ministro della Salute Roberto Speranza che collocava la Regione Campania nella fascia rossa. Molti commercianti si aspettavano quindi già un allentamento delle misure a partire da oggi ma il premier Giuseppe Conte non ha fatto riferimento allo spostamento di fascia per le Regioni.

Si è così venuto a creare una sorta di ‘vuoto’ difficilmente interpretabile. Il report dovrebbe uscire questa sera e prima di domani la Campania resterà in zona rossa con i negozi che quindi ancora dovranno paziente per aprire le saracinesche.

Il presidente di Confesercenti Campania Vincenzo Schiavo ha inviato questa mattina una lettera al Prefetto di Napoli, Marco Valentini, per chiedere comprensione e tolleranza da parte delle forze dell’ordine in merito alla riapertura dei negozi (specie abbigliamento e calzature), per ora oggi ancora vietata in Campania. In tanti infatti hanno riaperto.

LA LETTERA DI CONFESERCENTI CAMPANIA SUL CAOS NEGOZI

“Signor Prefetto, le comunicazioni del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, rilasciate in diretta ieri sera, illustrative delle misure contenute nel Dpcm approvato nella stessa giornata, hanno – non volendo – creato confusione e disagi agli operatori commerciali, soprattutto a quelli dei settori dell’abbigliamento e delle calzature, chiusi in queste settimane di zona rossa nella nostra Regione. L’affermazione, con relativo cartello esplicativo, dell’apertura da oggi di tutti i negozi in tutta Italia ha creato, in una categoria già duramente colpita dalle conseguenze della pandemia in atto, speranze, aspettative e dubbi interpretativi”.

Schiavo, scrivendo al Prefetto, pertanto chiede:

“Temendo che qualche imprenditore, forte di questa affermazione, possa aprire in tutta buona fede la propria attività nella giornata di oggi, Le chiediamo – prosegue nella lettera – di diramare una nota alle forze dell’ordine, tenute al rispetto della normativa, che consigli la necessaria comprensione verso le attività nel caso aperte e che si comunichi a chi aprisse la propria attività l’esatta interpretazione della norma, chiudendo l’attività fino alla annunciata, nuova disposizione ministeriale e senza procedere alle dure sanzioni previste“. 

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