Croce Rossa Napoli, la lettera di ringraziamento di una mamma venezuelana

Una lettera per la Croce Rossa di Napoli da una mamma che ha ricevuto un grande aiuto, nonostante l’epilogo triste. L’attenzione dedicata all’emergenza Coronavirus ha fatto perdere di vista tante storie di umanità, ma la Croce Rossa Italiana è sempre in prima linea per aiutare i più deboli. Tra le vicende a cui la Croce Rossa Italiana ha dato il suo contributo c’è quella in Venezuela, dove si sta vivendo una grave crisi umanitaria, aggravata dall’emergenza Coronavirus. Oscar è infatti un ragazzo venezuelano che ha ricevuto sostegno e cure a Napoli. Purtroppo nonostante il trapianto, ha perso la vita ma la mamma non ha dimenticato chi si è preso cura di lui.

La storia inizia un anno e mezzo fa, quando Francesco Rocca, Presidente della Federazione Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, è andato in Venezuela per capire quali fossero i bisogni e attivare una serie di programmi di aiuto. Da qui è nato il progetto CRI for children che ha aiutato diversi bambini e adolescenti affetti da gravi patologie, che hanno ricevuto cure in Italia.

Tanti bambini ce l’hanno fatta, ma Oscar, uno di loro, purtroppo non è sopravvisuto. I suoi genitori, però, hanno un bel ricordo di questa esperienza e hanno voluto ringraziare gli operatori della Croce Rossa di Napoli che si sono presi cura di loro attraverso una lettera. Il ringraziamento è arrivato dalla mamma di Oscar, Norilsa.

📍 La lettera di una mamma indirizzata alla #CroceRossa ci fa riflettere sulle tante emergenze che, oltre al #Covid19, i…

Pubblicato da Croce Rossa Italiana – Italian Red Cross su Mercoledì 9 dicembre 2020

 

Queste le sue parole: “Con questa lettera voglio ringraziare l’organizzazione della Croce Rossa Italiana, i suoi angeli volontari per il sostegno dato alla nostra gente, soprattutto ai nostri bambini, che ne hanno tanto bisogno. Non potevo andare in Venezuela senza prima salutare e ringraziare. Voglio ringraziare per l’opportunità che avete dato a Oscar di poter guarire e avere una vita migliore. Anche se non ha avuto la risposta che volevamo, mi sento profondamente grata”.

Purtroppo Dio aveva altri piani per lui. Grazie perché, nonostante fosse in un altro Paese e lontano dalla sua famiglia, non si è mai sentito da solo, grazie per quell’immenso amore che gli avete dimostrato sempre, che non faceva parte del vostro lavoro, ma che comunque gli ha fatto molto bene”.

“Grazie a tutti voi per essere stati in momenti così importanti della vita di Oscar. Il mio Oscar vi ha sempre visto con molto amore, rispetto e ammirazione, tanto che quando gli avete regalato la maglietta della Croce Rossa si è sentito molto onorato! Sarò sempre piena di ammirazione per voi. Dio benedica voi tutti e i vostri volontari, siete una squadra eccellente”. 

A commentare la lettera della mamma di Oscar anche il Presidente della Croce Rossa di Napoli, Paolo Monorchio: “Questa lettera dà senso pieno a quello che facciamo ed è un grande spunto di riflessione. Siamo noi ad essere grati alla mamma di Oscar per questo. Oltre un anno fa giunse in Italia dal Venezuela tramite la Federazione Internazionale, un gruppo di bambini gravemente malati, su iniziativa del Presidente Rocca“.
Il Presidente ha raccontato anche come ha conosciuto Oscar e cosa è accaduto al ragazzo: “Le destinazioni erano gli ospedali pediatrici ‘Bambin Gesù’ di Roma e ‘Santobono’ di Napoli. Il gruppo di piccoli pazienti giunto da noi a Napoli aveva problemi ematologici o oncologici. Uno dei bambini, per fare un esempio, prima ha fatto la cura per l’epatite C e, dopo essere guarito, ha fatto il trapianto. Oscar era uno di loro“. Oscar ha dovuto subire un trapianto ma purtroppo è morto. E’ più delicata la situazione quando si parla di trapianti di quel tipo sugli adolescenti (Oscar aveva 17 anni) rispetto ai bambini. L’organismo fa più fatica ad adattarsi. Io, come medico, l’ho anche seguito personalmente al ‘Santobono’“.
Il sostegno dalla Croce Rossa di Napoli è arrivato anche dopo la scomparsa del ragazzo alla sua famiglia: “Sono rimasti altri 5 mesi in Italia, perché non riuscivano a staccarsi dalla situazione e perché speravano di portare le figlie a Napoli, rimaste in Venezuela. Poi hanno deciso di tornare. Ma tra noi si è creato un legame speciale e continueremo ad aiutarli. Del resto, nei mesi passati in Italia, Oscar ha vissuto molte cose con noi e, con lui, tutta la famiglia. Il presidente Rocca è venuto a trovarlo, così come ha fatto con gli altri bambini. Abbiamo trovato un lavoro al papà. Abbiamo festeggiato insieme la prima comunione del ragazzo. Insomma, siamo stati una famiglia e abbiamo fatto squadra. Ringrazio il nostro.gruppo di Volontari  delle attività sociali per questo grande lavoro“.

Infine, la sua disponibilità ad essere vicino a chi ha bisogno: “Come Presidente della Croce Rossa di Napoli, in prima linea nella lotta al Coronavirus in un contesto molto difficile, è mio dovere ricordare a tutti i volontari di non trascurare le altre emergenze. Questo è il nostro operato, mosso dai sette Principi della Croce Rossa”. 

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