Procida Capitale una vittoria per il Mezzogiorno: “Imprese pronte a investire sull’isola”

procida imprese


La vittoria di Procida, che si è aggiudicata il titolo di Capitale Italiana della Cultura 2022, è un importante traguardo non solo dal punto di vista culturale ma anche economico. Sono molti gli investimenti che fioccheranno sull’isola che si appresta a diventare il luogo della rinascita italiana post covid. Un budget di oltre 4 milioni che si arricchirà anche grazie alle tante imprese napoletane che sono pronte a investire su Procida.

Come dichiarato dal Presidente di Unione Industriali Napoli, Maurizio Manfellotto:

“Complimenti vivissimi all’Amministrazione procidana, alla Regione e a tutti i promotori del Progetto, che abbiamo sottoscritto ufficialmente come partner. E’ una vittoria anche di Napoli e della Campania. ‘La Cultura non Isola’ è un claim indovinatissimo e il ‘Progetto Procida’ lo dimostra in pieno. E’ aperto all’Europa, ai modelli più avanzati dello sviluppo sostenibile: dalla decarbonizzazione, alla mobilità e all’energia. Sosterremo la capitale della cultura 2022 non come missionari o come mecenati, ma come investitori consapevoli delle grandi potenzialità offerte dall’incontro tra arte e business. Gli industriali napoletani sono pronti a investire, perché consapevoli che si può coniugare la tutela e la salvaguardia del bene culturale con una sua valorizzazione aliena da speculazioni, pienamente ricondotta ai principi della responsabilità sociale d’impresa”.

Lo slogan che ha convinto Franceschini è stato “La Cultura non Isola”:

“La capacità progettuale non si può né si deve restringere entro delimitati confini territoriali, come hanno ben compreso i promotori del progetto. Procida capitale della cultura sarà un polo per trainare lo sviluppo di un’intera area, quella dei Campi Flegrei, già interessata tra l’altro dalla bonifica e dalla riconversione di Bagnoli. Procida e le altre perle del golfo, Napoli e la Campania dovranno saper utilizzare nei prossimi anni la leva dell’investimento in una moderna industria culturale, con l’innovazione tecnologica funzionale anche al rilancio di antichi mestieri della grande tradizione artigiana locale, per promuovere crescita e occupazione. Le decine di iniziative previste dal Progetto Procida daranno impulso a questa rinascita”.

La consacrazione di Procida a capitale della cultura italiana favorirà anche la ripresa del turismo. Ne è convinto il Delegato a “Turismo, cultura, vivibilità” di Unione Industriali Napoli, Giancarlo Carriero:

“Le nostre imprese, come noto, hanno subito i più gravi contraccolpi per effetto del blocco delle attività e delle restrizioni connesse alla crisi sanitaria. La migliore risposta al crollo del fatturato è la programmazione di percorsi che facilitino, subito dopo essere usciti dall’emergenza, una destagionalizzazione delle attività. Gli imprenditori del comparto sono pronti a fare la loro parte. Dovranno farla anche le istituzioni, a partire dal sostegno al potenziamento e alla modernizzazione del sistema dei trasporti marittimi, in particolare con un rapido completamento dei lavori per il Molo Beverello. Il progetto Procida Capitale della Cultura va nella giusta direzione: scommettere su un turismo di prossimità, sulle potenzialità di filoni articolati come quelli offerti dalle attività culturali e dalla ricerca di modelli di vita ecocompatibili, per ripartire senza ripetere gli errori del passato, promuovendo il protagonismo delle giovani generazioni”.

“Il successo di Procida”, sottolinea il Presidente della Sezione Industria Culturale e Creativa di Unione Industriali Napoli, Antonio Parlati:

“Premia anche il nostro impegno come Associazione, sia come contributo all’elaborazione del progetto sia come sensibilizzazione e coinvolgimento di personalità del mondo dello spettacolo e della cultura, intervenute pubblicamente a favore della candidatura. La consacrazione finale costituisce un ulteriore sprone per la crescita di un settore importantissimo anche per l’economia del nostro territorio, che ha visto in questi ultimi anni una straordinaria produzione di opere d’ingegno, una grande capacità di rinnovamento delle forme di espressione artistica anche con l’ausilio delle tecnologie avanzate, un forte rilancio del patrimonio culturale, dai giacimenti archeologici alle strutture museali”.

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