Covid, l’Oms: “Variante inglese in 60 Paesi. Sudafricana in 23”

Covid – la variante inglese dilaga in molti Paesi. E’ ormai un anno che viviamo in presenza del Sars-Cov-2, meglio conosciuto come covid-19. Durante quest’anno però, soprattutto negli ultimi mesi, abbiamo imparato che non esiste un solo tipo di covid-19 ma, possono esservi diverse varianti.

La prima che abbiamo dovuto affrontare è stata quella inglese, che ha causato numerosi danni prima di Natale, costringendo la Gran Bretagna ad un lockdown forzato. Dopo questa variante è arivata quella sudafricana ed infine ora stiamo conoscendo quella brasiliana, molto più pericolosa.

L’Oms ha informato, nel suo report settimanale sull’andamento di Covid-19, aggiornato al 17 gennaio – che la variante inglese è stata segnalata in 60 Paesi di tutte e 6 le regioni Oms: 10 nazioni in più rispetto all’ultimo rapporto del 12 gennaio.

Salgono anche i Paesi che registrano casi della cosiddetta variante sudafricana (501Y.V2), segnalata in 3 nuove nazioni per un totale di 23 Paesi in 4 regioni Oms su 6. Entrambe le varianti mostrano una maggiore contagiosità rispetto al virus originario.

Americhe, Europa e Sudest asiatico hanno mostrato una flessione dei nuovi casi (in particolare l’Europa che riporta un calo del 15%), mentre Mediterraneo orientale, Africa e Pacifico occidentale hanno riportato una crescita dei nuovi positivi (specie la regione Pacifico occidentale con un +14%). Le morti sono aumentate invece in tutte le regioni.

I 5 Paesi che nell’ultima settimana hanno registrato il maggior numero di casi sono gli Usa (1.583.237 casi, -11%), il Brasile (379.784 casi, +21%), il Regno Unito (339.952 casi, -19%), la Russia (166.255 casi, +1%) e la Francia (125.279 casi, +2%).

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