Scoperto in Cina gelato con il Covid: “Gli alimenti congelati e refrigerati possono trasmettere il virus”

gelato

Le autorità della municipalità di Tianjin, nel nord della Cina, stanno rintracciando gelati contaminati da coronavirus dopo che tre campioni sono risultati positivi al virus. Dunque si ipotizza che il Coronavirus possa essere trasmesso anche attraverso gli alimenti oltre che tramite i loro ambienti di conservazione e i materiali di imballaggio.

Tutto lo stoccaggio della merce prodotta dall’industria dolciaria con sede a Tianjin, la Daqiaodao Food Co., Ltd. è stato sigillato dopo che i campioni di gelato inviati dall’azienda al centro municipale per il controllo delle malattie tra martedì e mercoledì sono risultati positivi al coronavirus.

Ancora non è chiaro da dove sia partita la contaminazione. Indagini epidemiologiche preliminari mostrano che la società ha prodotto il lotto di gelato utilizzando materie prime come latte in polvere importato dalla Nuova Zelanda e altro siero di latte in polvere importato dall’Ucraina.

L’ipotesi più probabile, secondo gli esperti, è che la contaminazione possa essere stata causata da uno o più dipendenti dell’azienda cinese, che hanno magari tossito, starnutito o semplicemente respirato in direzione del prodotto in lavorazione. Dunque i 1.662 dipendenti dell’azienda sono stati messi in quarantena e sottoposti a test sugli acidi nucleici. Di questi, 700 sono risultati negativi al COVID-19, mentre i restanti 962 sono ancora in attesa del risultato. Le autorità hanno adottato misure per disinfettare l’ambiente, mettere in quarantena contatti stretti e rintracciare il gelato venduto.

A questo punto ci si chiede dunque se sia possibile trasmettere il Coronavirus tramite gli alimenti, specialmente per quanto riguarda i prodotti freschi come il gelato, la frutta, la verdura o cibi crudi, essendo i cibi cotti impossibilitati a trasmettere qualsiasi tipo di virus poiché la cottura ad elevata temperatura uccide qualsivoglia batterio o virus.

A questo proposito intervenne già ad Agosto l’OMS ( Organizzazione Mondiale della Sanità), specificando che “Al momento non ci sono prove che le persone possano contrarre la COVID-19 dal cibo, compresi frutta e verdura. Frutta e verdura fresche fanno parte di una dieta sana e il loro consumo dovrebbe essere incoraggiato”.

Uno studio cinese pubblicato sulla rivista Springer, ha approfondito l’argomento dichiarando che “Nessuno studio retrospettivo è stato riportato sulla trasmissione alimentare di COVID-19. Mentre gli studi hanno dimostrato che la bassa temperatura potrebbe prolungare notevolmente la persistenza su SARS-CoV-2 e altri coronavirus, gli alimenti congelati e refrigerati sono stati ampiamente trascurati come potenziali vettori nei quadri politici e nelle strategie di mitigazione del rischio. Le prove di trasmissione del cibo sono state rivelate in Cina all’inizio di luglio 2020 dal rilevamento di SARS-CoV-2 sugli alimenti congelati, compresi i materiali di imballaggio e gli ambienti di conservazione, con due focolai riemergenti legati a fonti alimentari contaminate”.

“Studi di laboratorio hanno dimostrato che il Coronavirus è rimasto altamente stabile in condizioni di refrigerazione, a 4°C, e di congelamento, da – 10 a – 80°C, su pesce, carne, pollo e pelle suina, per 14-21 giorni. Sebbene manchino dati sulla sopravvivenza a lungo termine e sull’infettività in queste condizioni, sono state dimostrate ampie prove su altri coronavirus, incluso SARS-CoV-1. Pertanto ipotizziamo che gli alimenti refrigerati contaminati possano presentare un rischio sistematico per la trasmissione di SARS-CoV-2 tra paesi e regioni“.

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