Torre Annunziata, 2 casi di covid a scuola: il sindaco chiude fino al 31 gennaio

Torre Annunziata – covid a scuola. La positività al covid di due bambine nella scuola dell’infanzia “C. N. Cesareo” ha costretto il sindaco di Torre Annunziata, Vincenzo Ascione, alla chiusura dell’intera struttura fino al prossimo 31 gennaio.

Lo ha comunicato lo stesso primo cittadino tramite un’ordinanza pubblicata poi sul profilo facebook del Comune:

Il sindaco Vincenzo Ascione, a seguito di una nota trasmessa nella giornata di oggi, giovedì 21 gennaio, dall’Asl Napoli 3 Sud – U. O. P. C. Ambito 5, nella quale veniva comunicata la positività di due alunne al Covid-19, ha emanato un’ordinanza che stabilisce la chiusura della scuola dell’infanzia del 4° Circolo Didattico “C. N. Cesaro” di Torre Annunziata fino al prossimo 31 gennaio.

Il provvedimento firmato dal primo cittadino stabilisce, inoltre, l’estensione dell’intervento di sanificazione straordinaria dell’intero istituto scolastico“.

 

🦠 ❌ POSITIVITA’ AL COVID-19 DI DUE ALUNNE DELLA SCUOLA DELL’INFANZIA DEL 4° CIRCOLO DIDATTICO “C. N. CESARO”: ORDINANZA…

Pubblicato da Comune di Torre Annunziata – Pagina Istituzionale su Giovedì 21 gennaio 2021

Questo di Torre Annunziata però, non è il primo caso di covid attestato al rientro tra i banchi dei bambini delle scuole elementari. Sono già diverse le scuole in Campania che sono state costrette a chiudere e le intere classi isolate in quarantena per casi sparsi di covid.

Una situazione che preoccupa molto i genitori che erano d’accordo con il Presidente De Luca nel proseguire le attività didattiche a distanza ma, il Tar ha deciso il contrario e da due giorni tutte le classi delle elementari sono tornate tra i banchi, tra la gioia di alcuni e il malcontento di molti.

Lo stesso Tribunale ha stabilito che la dad è lesiva per la salute mentale dei bambini: “la fruizione del servizio scolastico, esclusivamente in didattica a distanza, impedisce l’esercizio pieno di diritti della personalità dei minori attraverso la frequenza scolastica, oltre che la libera determinazione dei genitori; ed anzi, secondo la prospettazione, la stessa modalità a distanza, come imposta (e perpetuata), sarebbe lesiva del diritto alla salute dei minori, giacché potenzialmente ingeneranti gravi patologie psicofisiche” – questa una delle motivazioni che hanno portato a contraddire il provvedimento di De Luca.

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