Balenottera morta a Sorrento: i risultati dellla necroscopia

balenottera
Foto fb Parco Punta Campanella

Con un post pubblicato su Facebook, lo staff di Punta Campanella Parco Marino ha annunciato la fine della necroscopia a cui è stata sottoposta la balenottera rinvenuta a Sorrento lo scorso Giovedì. “È durata 13 ore, dalle 7 alle 20. Un grandissimo lavoro coordinato da Sandro Mazzariol e dal team del Cetacean stranding Emergency Response Team.”

L’esito non ha fatto luce sulla morte di quella che con i suoi 19,77 metri è stata dichiarata la più grande balena mai avvistata nel Mediterraneo. Ancora sconosciute le cause della morte della balenottera. Non è stato trovato alcun fattore antropico o evento esterno.”

In compenso è stata fatta chiarezza in merito all’equivoco che aveva portato all’identificazione dell’esemplare morto con quello che nel pomeriggio del 14 Gennaio aveva riguadagnato il mare aperto.

La mastodontica balena è risultata incompatibile, video alla mano, con quella che si dimenava contro il molo.

Esclusa anche l’ipotesi che tra i due mammiferi ci fosse un rapporto di parentela:

“Non erano madre e figlio in quanto la femmina analizzata non ha partorito da poco. Probabilmente, si tratta di un esemplare tra i 7 e i 10 metri, un giovane adulto già indipendente, ma in qualche modo legato alla femmina morta e quindi in stato di stress e confusione.”

Le indagini sulla carcassa dell’enorme cetaceo non finiscono qui. “Campioni di organi e tessuti sono stati prelevati e saranno analizzati da vari laboratori italiani e stranieri nelle prossime settimane da un punto di vista genetico, patologico e tossicologico.”

⭕Terminata la necroscopia sulla balenottera. È durata 13 ore, dalle 7 alle 20. Un grandissimo lavoro coordinato da…

Pubblicato da Punta Campanella Parco Marino su Giovedì 21 gennaio 2021

Il presidente del Parco Marino di Punta Campanella, Giulio Cacace, si augura che la vicenda della sfortunato animale possa fare da monito rispetto al tema della salvaguardia dell’ambiente. “Speriamo di poter musealizzare lo scheletro nel nostro territorio, perché possa interrogare quanti lo vedranno sull’importanza della tutela del nostro mare.”

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