Covid, RT stabile ma è allarme per le varianti: “Più contagiose per i bambini. Restate a casa”

L’RT in Italia risulta stabile, attestandosi allo 0,84, eppure la situazione appare preoccupante considerando la pericolosità delle varianti del covid così come confermato nel corso della conferenza del Ministero della Salute di oggi.

RT stabile, preoccupano le varianti covid

Silvio Brusaferro, Presidente dell’ISS, ha presentato il monitoraggio settimanale: “L’Italia rimane stabile così come gli altri Paesi europei. Nell’ultimo periodo la curva in Italia si appiattisce, siamo di fronte a un decremento lentissimo ed una situazione di stabilità.”

“In molte regioni c’è un decremento in altre, invece, un incremento (Umbria, Toscana, Molise e la P.A di Bolzano). Il virus circola un po’ in tutte le Regioni. I dati mostrano un’età mediana sotto i 50 anni, c’è una lieve tendenza alla decrescita. Confermata anche la tipologia clinica di persone che contraggono l’infezione, più del 50% sono asintomatiche.” 

“Il dato più positivo riguarda il decremento dei posti di terapia intensiva. Oggi il tasso di occupazione è sotto la soglia nazionale. Un dato confermato anche nella proiezione a 30 giorni. Anche il profilo di chi viene ricoverato è sostanzialmente lo stesso così come rimane invariata l’età delle persone che necessitano della terapia intensiva (sopra i 70 o sopra i 50). In più rimane costante l’età di chi decede, sono ultra 80enni o persone con patologie, e la curva dei decessi vede un leggero decremento.”

In sintesi: “Il rischio è moderato nella maggioranza delle Regioni: ne abbiamo 3 a rischio alto, 7 a rischio basso e tutte le altre a rischio moderato. Tuttavia, il numero di quelle a rischio è aumentato, viceversa è diminuito quello delle aree a basso rischio. Questo rappresenta un segnale di allerta che ci porta a considerare con cautela le misure da adottare.”

Inoltre, preoccupa la circolazione dei nuovi ceppi: “C’è il tema delle varianti che sono state isolate nel nostro Paese rispetto alle quali sono stati presi dei provvedimenti restrittivi proprio per evitarne la circolazione. Bisogna porre attenzione nel controllare l’andamento dell’epidemia anche in virtù della circolazione delle nuove varianti che sono state rilevate nel nostro Paese.”

Anche Gianni Rezza, Direttore Generale della Prevenzione del Ministero della Salute, è intervenuto sulla questione: “Le mutazioni determinano il costituirsi di varianti che possono determinare una minore efficacia del vaccino. Più si riduce la circolazione virale meglio è.”

Sulla variante inglese rilevata in Abruzzo: “Bisogna intervenire tempestivamente quando se ne verifica la circolazione, non solo per la maggior contagiosità, ma anche perché sembra possa infettare di più, rispetto i ceppi circolanti, la popolazione pediatrica. Serve grande attenzione, bisogna agire velocemente.”

All’interno della bozza del monitoraggio ISS resa nota dall’Ansa, a fronte della pericolosità dei nuovi ceppi, si sollecita la necessità di “mantenere la drastica riduzione delle interazioni fisiche tra persone” e di “restare a casa il più possibile”. È fondamentale poi che “la popolazione eviti tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie”.

Intanto, anche questa settimana, per la Campania si conferma la zona gialla. L’RT si attesta a 0,78 e la Regione si colloca tra quelle a rischio moderato. Tuttavia, il Presidente De Luca, nel corso dell’ultimo aggiornamento, ha lanciato l’allarme su una grave ripresa di contagi.

 

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