Campania, accelera la campagna vaccinale: arrivate altre 49.000 dosi di Pfizer

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Prosegue senza sosta la campagna vaccinale in Campania che, da oggi, si prepara ad utilizzare le 49.000 dosi di Pfizer appena arrivate. A renderlo noto è l’Unità di Crisi della Regione.

Campania, arrivate 49.000 dosi di Pfizer

Il carico è da poco atterrato a Napoli e verrà smistato nelle strutture adibite, dotate di appositi frigoriferi. Anche stavolta la spedizione è tardata, essendo prevista per ieri ma bloccata a causa delle avverse condizioni meteorologiche riscontrate in Germania.

A breve anche Moderna dovrebbe rifornire la Campania con nuove dosi, così come AstraZeneca, l’azienda farmaceutica che per ultima ha ricevuto l’approvazione per la messa in distribuzione. La campagna, dunque, si prepara, dopo una serie di rallentamenti, a subire una vera e propria accelerazione.

Intanto, il Ministero della Salute ha reso noto il piano aggiornato per la campagna di vaccinazione anti-covid. Dopo i sanitari e gli ultra 80enni, ad avere la precedenza saranno altre sei categorie: tra queste soggetti fragili con patologie pregresse o gravi ma anche anziani dai 70 anni in poi.

Il Presidente Vincenzo De Luca aveva annunciato l’ambizioso obiettivo di vaccinare l’intera popolazione entro l’anno. Tuttavia, a causa del ridotto numero di dosi destinate alla Regione, l’immunizzazione potrebbe slittare addirittura al 2023.

Oltre ai vaccini, si fanno sempre più strada nuove armi contro il virus. In primis spiccano gli anticorpi monoclonali, in grado di ridurre il rischio di mortalità e ospedalizzazione nel 70% dei casi. Il loro utilizzo, dopo il via libera dell’AIFA, è stato approvato tramite decreto anche dal Ministro della Salute, Roberto Speranza.

Risultati incoraggianti provengono anche da un farmaco sperimentato ad Israele che, stando ai primi esiti, risulterebbe efficace al 90% portando alla guarigione, entro 5 giorni, gran parte dei pazienti affetti da covid-19. Per fortuna, dunque, il covid non è più un virus sconosciuto e, come dichiarato da Pierpaolo Sileri, viceministro della salute, anche nell’eventualità che vi fosse una terza ondata, questa non si rivelerebbe grave come quelle affrontate finora.

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