Capodichino, sorpreso a vendere falsi certificati covid: aveva oltre 6.000 euro in tasca

Gli agenti della Polizia di Frontiera Aerea dell’Aeroporto di Capodichino hanno denunciato due persone coinvolte nella vendita ed utilizzo di certificazioni covid false. A renderlo noto è la Questura di Napoli.

Capodichino, due denunciati per utilizzo di certificazioni covid false

Una 29enne marocchina, diretta verso il suo Paese, alle attività di controllo documentale previste per i voli internazionali, ha esibito una certificazione medica falsa, attestante la sua negatività al tampone per covid-19. Vista l’emergenza sanitaria prima di accedere al velivolo è necessario attestare di non essere affetti dal virus, per non mettere a rischio l’incolumità di tutti gli altri passeggeri. Diverse, infatti, sono le precauzioni messe in atto nel settore del trasporto aereo per far fronte all’emergenza covid, oltre alle crescenti difficoltà che incombono sull’intero settore.

La donna ha presentato la certificazione agli addetti ma in realtà si è trattato di un documento fasullo. Gli agenti hanno poi scoperto che le era stato venduto poco prima all’interno dell’aeroporto al costo di 50 euro. Di qui è partita la ricerca al responsabile, poco dopo fermato e denunciato dalle forze dell’ordine.

Queste ultime, grazie alle descrizioni fornite dalla donna e ai filmati recuperati dal sistema di videosorveglianza, hanno rintracciato l’uomo, un 45enne marocchino, coinvolto nell’attività di vendita. Lo hanno trovato all’ingresso dello scalo aereoportuale, in possesso di ben 9 ulteriori certificazioni simili, un cellulare e 6.678 euro.

L’uomo, già con precedenti di polizia, è stato denunciato per ricettazione e vendita o acquisto di cose con impronte contraffatte di una pubblica autenticazione o certificazione. Quanto alla donna, invece, è stata denunciata per l’utilizzo di un atto falso.

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