Covid e settore turistico, la denuncia di Federalberghi: “Alberghi italiani al limite della sopravvivenza”

alberghi italiani

Alberghi italiani al limite della sopravvivenza, è questa la denuncia da parte di Federalberghi i quali, in un lungo comunicato, hanno spiegato le gravi perdite economiche che il settore turistico ha dovuto fronteggiare su tutti i fronti. In questo aspetto si posiziona la crisi degli alberghi i quali hanno perso l’83% del fatturato annuale a cui erano solitamente abituati. A peggiorare il tutto sarebbero state inoltre le tante manovre di chiusura e apertura nei giorni festivi:

“Le casse degli alberghi italiani sono vuote e le imprese al limite della sopravvivenza. Il lockdown totale a Natale e Capodanno e il perdurare del divieto di spostarsi da una regione all’altra hanno moltiplicato gli effetti di una devastazione che non accenna ad arrestarsi. Anche a gennaio ha registrato un bilancio disastroso, con un calo dell’83% delle presenze turistiche rispetto al 2020. Nelle città d’arte, gran parte delle strutture ricettive è chiusa da marzo 2020.”

Tutto il comparto turistico, infatti, è fermo, così come fiere, congressi ed eventi di qualsiasi tipo. A risentirne non solo gli alberghi di città ma anche quanto riguarda gli aspetti del benessere e dello svago:

“La montagna ha perso più di metà della stagione invernale ed è in attesa di capire se qualcosa si potrà salvare. Le aziende termali e del benessere sono costrette a lavorare a scartamento ridotto. Il mare, partito in notevole ritardo l’estate scorsa, subirà una nuova penalizzazione se sarà confermato l’intento di prolungare il calendario scolastico sino a fine giugno. “

“Le nostre imprese – continua Federalberghi – hanno bisogno di essere accompagnate sino alla fine del tunnel, che non appare vicina. Chiediamo, oltre al sostegno per il 2021, anche un meccanismo perequativo, che colmi le lacune generate dai precedenti provvedimenti e attenui il sapore amaro della beffa di fine anno, quando le amministrazioni comunali hanno ricevuto il 60% della tassa di soggiorno incassata nel 2019, mentre gli alberghi, che in precedenza avevano ricevuto solo un magro indennizzo calcolato sul fatturato perso ad aprile, sono stati esclusi anche dal decreto ‘Natale’.

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