Covid, in Italia è allarme varianti: “Rafforzare e innalzare le misure”

Covid Italia – allarme variante inglese. Nonostante, ormai due mesi fa, alle prime notizie su una nuova variante di covid l’Italia chiuse le frontiere non è bastato per limitare la circolazione della variante inglese.

E’ lei il pericolo principale secondo tutti gli esperti ed è per questo che le chiusure nel nostro Paese continueranno fino agli inizi di marzo. Mentre il numero dei vaccinati in Italia supera i 3 milioni (3.044.535), cresce anche l’allarme per le varianti del Covid. Dall’Iss al Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie fino al Cts l’invito è lo stesso: bisogna “rafforzare” le misure.

Bisogna rafforzare le misure in Italia per contrastare le variante inglese del coronavirus e arginare la diffusione del covid. Sulla base delle ultime notizie legate e ai dati relativi al contagio, lo suggeriscono gli esperti dell’Istituto superiore di sanità (Iss), nella relazione tecnica dello studio di prevalenza sulla diffusione della variante Uk in Italia.

Considerata la circolazione della variante inglese nelle diverse aree del Paese, si raccomanda di intervenire al fine di contenere e rallentare la diffusione della variante, rafforzando/innalzando le misure in tutto il Paese e modulandole ulteriormente laddove più elevata è la circolazione, inibendo in ogni caso ulteriori rilasci delle attuali misure in atto“.

Il Cts si era espresso negativamente, visto l’incremento della circolazione delle varianti con numeri alquanto preoccupanti e di evitare ulteriori riaperture.

Era stata questo l’indicazione data in risposta a un quesito del ministero della Salute, nel corso della riunione di venerdì scorso, sull’opportunità di aprire gli impianti sciistici. Di qui la decisione del ministro Speranza di firmare il discusso provvedimento che vieta lo svolgimento delle attività sciistiche amatoriali fino al 5 marzo 2021.

Secondo i dati comunicati dall’Unità di Crisi della Campania, è quella governata da Vincenzo De Luca la Regione con il più alto tasso di positivi alla variante inglese, il 25% (1 su 4). Dati che potrebbero allarmare e far pensare ad ulteriori chiusure.

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