La BEI investe 700 milioni per l’alta velocità Napoli-Bari. La nuova rete ferroviaria garantirà oltre 2000 posti di lavoro

Frecciarossa 1000 Napoli

La Banca europea per gli investimenti (Bei) ha finanziato 1 miliardo e 700 milioni, destinati alle grandi infrastrutture e all’emergenza Covid, a favore dell’economia italiana. Un miliardo è andato alla sanità, mentre gli altri 700 milioni sono destinati alla nuova linea ferroviaria Napoli-Bari. Si tratta della seconda tranche del prestito complessivo di 2 miliardi per la più importante opera infrastrutturale nel Sud Italia negli ultimi 30 anni.

Quello per la realizzazione dell’Alta velocità ferroviaria Napoli-Bari è il più grande finanziamento nella storia della BEI a un singolo progetto in tutta Europa.

Il finanziamento a favore della Repubblica italiana, attraverso il ministero dell’Economia e delle Finanze, avrà come beneficiario finale Rete Ferroviaria Italiana (Rfi), la società del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane che sta realizzando l’infrastruttura.

La nuova infrastruttura prevede la realizzazione di una ferrovia di ben 140 chilometri per l’Alta velocità tra le due principali città del Sud Italia. Gallerie, scambi, 14 nuove stazioni intermedie: tutto realizzato secondo i più moderni standard tecnici. I treni, sia merci sia passeggeri, viaggeranno a una velocità massima di 200 km/orari, portando il tempo di percorrenza della tratta Napoli-Bari da 3 ore e 50 minuti a 2 ore, senza fermate intermedie.

Sulla Roma-Bari si scenderà dalle quattro ore attuali a tre. Il completamento dell’opera è previsto entro il 2026. Il progetto si inserisce nella rete ferroviaria Scandinavia-Mediterraneo, che estende fino a Bari gli standard del corridoio europeo TEN-T (Transeuropean network-Transport) Scandinavo-Mediterraneo, stimolando una maggiore integrazione economica e sociale tra le diverse aree della UE.

Il progetto intende sostenere i principali obiettivi di lotta al cambiamento climatico e contribuisce al raggiungimento di diversi obiettivi della UE, in particolar modo la coesione e l’integrazione europea. Per quanto riguarda gli aspetti occupazionali, 2.000 sono i posti di lavoro durante la fase di costruzione: 200 verranno attivati per garantire l’operatività del servizio. La durata del prestito è di 30 anni.

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