Covid, De Luca: “Rischiamo di avere gli ospedali pieni in due settimane”

Il Presidente Vincenzo De Luca, nella consueta diretta del venerdì, dopo aver annunciato la chiusura delle scuole ha parlato di vaccini e della situazione rilevata all’interno degli ospedali.

De Luca, vaccini e ospedali in affanno

Il Presidente ha motivato la decisione di sospendere le attività didattiche in presenza nel modo seguente: “Dobbiamo far fronte alle varianti nuove che sono emerse e dobbiamo utilizzare alcune settimane per completare la vaccinazione del personale scolastico. Sono due motivi indifferenti alla logica della lamentela continua. La dad, i problemi, i ritardi. Io voglio ringraziare con forza il personale scolastico per il lavoro straordinario fatto in questi mesi, per la capacità che ha mostrato di saper gestire didattica in presenza e a distanza”.

Ha poi reso noti i dati relativi alla campagna vaccinale: “Per il personale scolastico al 25 febbraio abbiamo 114 mila unità prenotate e 28 mila già vaccinate. Le dosi di vaccino Astrazeneca disponibili nel mese di febbraio sono 142 mila, nel mese di marzo 164 mila. Abbiamo la possibilità per marzo di completare la vaccinazione del personale scolastico, poi parleremo di riapertura delle scuole”.

“Intanto siamo impegnati a completare la prima fase del personale socio sanitario e ultra 80enne. Per questi ultimi sono circa 200mila quelli prenotati, 72mila quelli già vaccinati con la prima dose. Ringrazio il personale sanitario perché il lavoro che si sta facendo è eccellente, come possono testimoniare tutti quelli che sono andati a vaccinarsi”.

“Abbiamo ancora problemi perché mancano i vaccini, dobbiamo completare ancora le forze dell’ordine. Dobbiamo arrivare alle fasce deboli perché sono ancora in attesa disabili, persone fragili, malati cronici, diabetici. Queste situazioni le conosciamo ma non ci sono i vaccini. Per questo motivo stiamo lavorando per cercare di approvvigionarci di vaccini anche all’estero. Forse ci saranno delle novità nella prossima settimana”.

Il ricorso ad ulteriori vaccini si basa su due presupposti: “Non useremo mediatori o intermediari, parleremo ad aziende ufficiali e agli Stati. I vaccini saranno valutati e approvati dalle autorità di controllo, Ema europea e Aifa a livello nazionale”.

“Dobbiamo arrivare a vaccinare oltre 4 milioni e mezzo di cittadini campani se vogliamo raggiungere l’immunità di gregge. Nel frattempo oltre al problema vaccini, stiamo cercando di reggere sulle terapie intensive e sulle degenze ordinarie. Se abbiamo 2mila positivi al giorno rischiamo nel giro di due settimane di avere la saturazione dei posti letto in terapia intensiva e di degenza ordinaria o sub-itensiva dei nostri ospedali”.

“Non possiamo avere i malati per terra o abbandonati a sé stessi. Se non viene frenata l’onda del contagio tu devi chiudere altri reparti, quelli ordinari per accogliere i pazienti, o ampliare i posti di terapia intensiva. Noi vogliamo evitare di chiudere altri reparti perché non si muore solo di covid. Si muore per malattie cardiologiche, neurologiche e altri problemi. Dobbiamo coprire tutto il ventaglio di pazienti che rischiano la propria vita”.

“Per questo motivo è indispensabile frenare il contagio. Dobbiamo reggere con le terapie intensive e i posti letto attuali, magari utilizzando posti letto delle strutture private per non chiudere i reparti degli ospedali pubblici. Dobbiamo evitare di avere la saturazione e chiudere i reparti ordinari”.

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