Conte festeggia l’Unità: “160 anni di crescita economica”. Ma il Sud non è d’accordo

Oggi, 17 marzo 2021, tutto il Paese sta celebrando una ricorrenza per la quale il Sud, in realtà, non ha nulla da festeggiare. Eppure è proprio un cittadino del Sud, l’ex premier Giuseppe Conte, a pubblicare un post celebrativo per i 160 anni dell’Unità d’Italia sui social:

Buon compleanno Italia. 160 anni di unità, di storia comune, con radici ancora più antiche. 160 anni di crescita economica, di sviluppo sociale, di arricchimento culturale. 160 anni di gioie, di successi, ma anche di sofferenze, come con la pandemia attuale.

Un Paese bellissimo, che attrae il mondo intero, che ogni giorno ci fa innamorare. Una comunità forte e coesa, in cui però c’è ancora tanto da fare per rimuovere le limitazioni che compromettono la pari dignità sociale e che impediscono l’effettiva partecipazione di tutti i cittadini alla vita politica, economica, sociale e culturale del Paese.
W l’Italia!“.

Anche se da una parte è comprensibile che l’ex presidente del Consiglio faccia ancora propaganda, dall’altra colpiscono immediatamente le espressioni “sviluppo sociale” e “arricchimento culturale”. Conte forse non ha tenuto conto del fatto che questi fenomeni riguardano solo una parte di quella che oggi chiamiamo “Italia”, quella che si è arricchita a spese del Mezzogiorno e continua a farlo.

L’ex premier dovrebbe ben sapere che quella che lui definisce “unità” e “storia comune” non è affatto una storia così idilliaca come vorrebbe apparire. Quella che oggi chiamiamo “unità” fu frutto di una vera e propria invasione da parte dell’esercito garibaldino, e fu ottenuta con i mezzi più abietti, come la corruzione di numerosi generali ed ufficiali dell’esercito duosiciliano che ordinarono ai propri soldati di arrendersi.

Lo stesso Giuseppe Garibaldi, in seguito, riconobbe la codardia e la corruzione degli uomini al servizio di Vittorio Emanuele II e Cavour, che avevano appoggiato la spedizione dei Mille mossi non da un ideale, ma da convenienze materiali. Eppure, ancora oggi, sembra che depredare il Mezzogiorno d’Italia sia quasi una prassi comune.

Basti pensare ai soldi del Recovery Fund e alla battaglia messa in atto dai presidenti delle regioni del Sud. Nonostante questo sia destinato a colmare il divario esistente con il Nord, un’analisi di Svimez ha permesso di evidenziare come nei piani approvati proprio dal Governo Conte bis ci siano gravi distorsioni, che sembrano mirare ancora una volta a destinare le più cospicue risorse agli investimenti più innovativi nel Centro-Nord.

Insomma, l’ex premier accenna alle “limitazioni che compromettono la pari dignità sociale”, ma non riconosce apertamente una situazione ancora più drammatica: il Sud non è soggetto a “limitazioni”, è semplicemente tagliato fuori dal Paese. E Conte, da cittadino originario del Sud, dovrebbe sapere che l’Unità d’Italia non è una ricorrenza da festeggiare ma un obiettivo ancora molto lontano da raggiungere.

Buon compleanno Italia.

160 anni di unità, di storia comune, con radici ancora più antiche.

160 anni di crescita…

Pubblicato da Giuseppe Conte su Mercoledì 17 marzo 2021

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