I cani possono annusare il covid nel sudore: al via la sperimentazione su mille pazienti

cani covidE’ solo un esperimento ma se andrà a buon fine potrà essere un importante aiuto nel contrasto al covid. Accanto ai tamponi e ai test rapidi, saranno infatti i cani a poter individuare il virus semplicemente annusando una persona e il suo sudore. A portare avanti questa sperimentazione scientifica è l’Università Campus Bio-Medico di Roma.

Uno studio che vede coinvolti la ricerca scientifica in laboratorio e la sperimentazione sul campo, come spiegato all’Ansa nel servizio di Federico Marchetti dalla coordinatrice del progetto Silvia Angeletti, direttore dell’Unità Laboratorio analisi del Policlinico universitario.

“C’è una prima fase di sperimentazione in cui i cani vengono addestrati a discriminare l’odore del covid 19 nei pazienti affetti. Gli specialisti vanno nel covid center e raccolgono delle garze con il sudore dei pazienti. Poi queste garze vengono sottoposte all’olfatto del cane in modo che impari a riconoscere il covid. Nella seconda fase di sperimentazione si chiederà a chi è venuto ad effettuare il tampone al drive-in di raccogliere anche il sudore in una garza. Poi questa garza sarà annusata dal cane. Successivamente i risultati dei test molecolari verranno incrociati con quelli ottenuti dall’olfatto del cane”.

Massimiliano Macera, Project manager Security Dog, spiega:

“Sono i cani impiegati nel riconoscere con l’olfatto esplosivo. Stiamo applicando i cani del Policlinico Universitari in totale sicurezza”.

Un modo anche per ridurre i costi come dichiarato da Massimo Ciccozzi, epidemiologo molecolare #UCBM e promotore della ricerca:

“Questo esperimento è molto importante per la salute pubblica, evitando dispendiosi test di screening e limando notevolmente sui tempi di rilevazione”.

Già a settembre dello scorso anno, alcuni paesi europei avevano sperimentato questo sistema. Nell’aeroporto di Helsinki (in Finlandia) dei cani annusavano un barattolo per individuare il covid. All’interno del contenitore infatti veniva posta una salviettina contenente il sudore dei passeggeri appena atterrati.

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