Covid, De Luca: “Vogliamo aprire tutto ma per sempre e immunizzare le isole”

Il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, nel corso dell’ultima puntata di ‘Porta a Porta’ ha affrontato la questione coronavirus parlando della situazione campana e della trattativa relativa ai vaccini Sputnik.

De Luca a ‘Porta a Porta’: coronavirus e vaccini

Sulla possibilità di avviare progressivamente nuove riaperture ha detto: “Non è che siamo affezionati alla zona rossa. La linea della Regione è semplice: vogliamo aprire tutto ma per sempre non aprire per poi chiudere. Questo sistema delle mezze misure ha portato l’Italia all’esaurimento”.

“Noi dobbiamo fare i conti con la Regione più difficile d’Italia, con densità più alta su un territorio limitato dunque dobbiamo essere estremamente prudenti. Noi contiamo di aprire i musei, ci aspettiamo di qui a breve anche i visitatori ma dobbiamo fare i conti con i numeri della pandemia”.

“Per la verità siamo abbastanza sereni. I due dati che misurano il livello dell’epidemia sono numero di decessi e di terapie intensive occupate. Per quello che ci riguarda abbiamo una condizione che ci fa stare fiduciosi a condizione ovviamente che non perdiamo il senso della responsabilità e della misura”.

“Stiamo lavorando per immunizzare le isole, abitanti e operatori turistici. Vorremmo fare rapidamente l‘immunizzazione di tutta l’isola di Capri, Ischia e Procida anche per avviare una campagna di promozione turistica internazionale. Dunque aprire tutto ma per sempre non per finta, trovando un equilibrio tra salute e tutela delle esigenze economiche”.

Quanto al contratto di fornitura stipulato con l’azienda produttrice del vaccino Sputnik: “Una scelta che abbiamo fatto relativa all’obiettivo che ci siamo dati: quello di immunizzare tutti i cittadini campani entro l’autunno. Per raggiungere questo obiettivo abbiamo bisogno dei vaccini. Fino a una settimana fa la Campania aveva 130.000 vaccini in meno rispetto alla percentuale di abitanti che abbiamo sul totale nazionale. Il commissario di Governo ha introdotto il criterio un vaccino per ogni cittadino e va bene così. Stiamo cominciando a recuperare anche quello che non ci era stato mandato. Avevamo bisogno di vaccini aggiuntivi per portare la Campania fuori da questo calvario”.

Il Presidente tiene a precisare che si tratta di un’operazione a norma: “Noi siamo vincolati dalla normativa europea a non fare contrattazioni con le aziende contrattualizzate dall’Unione Europea cioè Pfizer, Moderna, AstraZeneca, Johnson&Johnson. Per quanto riguarda le altre aziende produttrici non vi è nessun vincolo per cui siamo andati avanti cercando interlocutori sul mercato mondiale”.

“Abbiamo fatto una gara sulla base delle norme del codice del nostro Paese, ha risposto l’azienda produttrice di Sputnik e abbiamo raggiunto un accordo. In questi casi fa un contratto ma la esecutività del contratto parte immediatamente dopo l’approvazione del vaccino da parte di Ema o Aifa. Andiamo avanti così, abbiamo 4 mesi di tempo. Se in questo periodo abbiamo l’approvazione degli organi di controllo si va avanti altrimenti decade il contratto. Non c’era nessun ostacolo a fornirsi di altri vaccini al di fuori di quelli contrattualizzati dall’Unione Europea. Credo che abbiamo fatto un lavoro estremamente attento e prudente. Se subentrasse lo Stato italiano in questo contratto per me andrebbe benissimo ma voglio chiarire che il contratto è stato fatto nelle norme esistenti”.

Quanto alle dosi in arrivo e ai costi del vaccino: “Il contratto prevede che dopo l’approvazione nelle prime due settimane riceviamo 500.000 dosi, nei 3 mesi successivi 3 milioni di dosi con la possibilità di opzionare altri 3 milioni di dosi.Il costo è di circa 8 dollari e mezzo, lo stesso prezzo di Pfizer. L’accordo prevede anche che se subentra in questo periodo un accordo interstatale tra l’azienda produttrice e lo Stato o l’Unione Europea il prezzo praticato viene automaticamente adeguato a quello interstatale”.

“Io non dico né sì né no dico semplicemente, ad Ema ed Aifa, fate la valutazione in tempi adeguati alla drammaticità del momento. Non possiamo perdere 6 mesi per fare una valutazione. Cortesemente prendete in mano altri vaccini, dite sì o no basta che fate la valutazione in un mese e non in un anno”.

Con una maggior disponibilità di dosi l’obiettivo è quello di far ripartire l’economia del Paese: “Dobbiamo puntare a vaccinare per categorie economiche non per fasce d’età. Poi dobbiamo avere migliaia di vaccinatori che utilizzino anche strutture private. Il comparto turistico possiamo vaccinarlo tutto con l’aiuto di medici e infermieri messi a disposizione dagli operatori turistici. Per le zone industriali, le grandi aziende hanno medici in sede e possono fare le vaccinazioni. Ovviamente lì vacciniamo anche i lavoratori di 30 anni non di 60. In questo modo credo che arriviamo a risultati importanti”.

Infine mostra il passaporto vaccinale: “Ci siamo portati avanti col lavoro, spero che qualcuno non ci dia fastidio domani mattina. Stiamo distribuendo già la smart card, una tessera di vaccinazione che ha sul retro un microchip che tramite cellulare si collega alla piattaforma digitale della Regione e certifica l’avvenuta vaccinazione. Si può fare la teleprenotazione in cinema, alberghi, ristoranti e così via. Stiamo cercando di mettere in piedi delle cose che aiutano a riprendere le attività economiche in condizioni di sicurezza”.

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