Draghi: “Prima le Regioni vaccinano over 75 e fragili, prima riapriranno. Smettetela di vaccinare i giovani”

draghi over 75

Dopo il caos comunicativo sull’uso del vaccino Astrazeneca (concluso con la circolare del Ministero della Salute), torna a parlare in conferenza stampa il premier Mario Draghi. Immancabile una prima riflessione proprio su questo vaccino.

Draghi sulle priorità dei vaccini a over 75

“In queste settimane sono state fatte tante cose, quindi ascolto le vostre domande. La prima cosa da capire è seguire le linee guide espresse dal Ministro Speranza e anche dal Cts. La raccomandazione è somministrare Astrazeneca a coloro che hanno più di 60 anni di età. Facciamo una riflessione, il rischio di decesso è massimo per coloro che hanno più di 75 anni. Bisogna vaccinare prioritariamente chi ha più di 70 anni, fino ad arrivare a scendere a chi ha più di 60 anni. Più tardi uscirà una direttiva per le Regioni, uno dovrebbe dire smettetela di vaccinare i giovani, i ragazzi e chi ha meno di 70 anni. Per esempio uno psicologico di 35 anni che si vaccina come operatore sanitario, con che coscienza questo giovane salta la lista? Sapendo che lascia a rischio concreto di morte uno che ha più di 75 anni o una persona fragile. Le Regioni che sono più avanti con le vaccinazioni dei fragili e gli over 75 apriranno prima. E’ un dovere e un interesse delle Regioni vaccinare prima le categorie fragili, sarà un criterio fondamentale per le riaperture. Pensate alla scuole, se mettiamo al riparo i vecchi, i nonni possiamo riaprirle. Non voglio essere frainteso con l’esempio degli psicologi. Non voglio dire che chi è in prima linea venga vaccinato, non vogliamo che queste platee si allargano con persone non in prima linea. La responsabilità è di tutti, non solo delle Regioni”.

Sulla disponibilità di Vaccini:

“Non è calata. Oggi abbiamo fatto circa 293 mila vaccinazioni. Sta risalendo secondo il trend previsto. La disponibilità che abbiamo ad aprile prevede di vaccinare tutti gli over 80 e gran parte di chi ha più di 75 anni in tutte le Regioni. E’ chiaro che se riduciamo il rischio di morte in queste persone, c’è molta più probabilità per aprire tutto. Data sulle riaperture? La miglior forma di sostegno per l’economia sono le riaperture, lo chiedono tutti. Naturalmente uno deve condannare la violenza ma io capisco il senso di smarrimento e la disperazione che si ha in questa situazione di limitata mobilità e interazione sociale. Se chiedete a me, voglio vedere la riapertura in sicurezza a cominciare dalle scuole. L’obiettivo deve essere dare almeno un mese pieno di attività scolastica e chiudere insieme l’anno. Quanto più celermente procedono le vaccinazioni tanto più si tornerà ad aprire, e parlo di categorie a rischio. E’ meno importante avere il 30% di popolazione totale vaccinata, conta avere il 100% di categorie fragili e over vaccinati. Non ho una data per le riaperture perché dipende dall’andamento dei contagi”.

Sul turismo:

“La stagione estiva è domani, dobbiamo fare come gli altri. Grecia, Italia e Spagna hanno interessi comuni del Mediterraneo. Il ministro indica 2 giugno, speriamo ma anche prima. I turisti stranieri non ci sono quindi le città d’arte soffrono, dobbiamo accogliere chi avrà il certificato vaccinale, è nel nostro interesse. Il 30 aprile è la data di scadenza dell’ultimo decreto ma c’è una frase, qualora l’andamento dei contagi e le vaccinazioni, si possono considerare le aperture anche prima”.

Su Erdogan:

“Un’umiliazione quella di mettere Ursula Von del Leyen sul divano. Con questi dittatori, uno deve essere franco ed essere pronto per collaborare per assicurare gli interessi del proprio paese”. 

Locatelli parla del vaccino:

“Va ribadita la fiducia su Astrazenaca, ha un suo ruolo ben preciso. Le complicanze sono eventi estremamente rari, 84 casi su almeno 25 milioni di vaccinati. Tutti questi eventi si sono registrati dopo la prima somministrazione, però sulla scorta di questa evidenza si è deciso di garantire la possibilità di usare la seconda dose in chi ha ricevuto già la prima senza problemi. La scelta di raccomandare l’uso preferenziale di questo vaccino, approvato oltre i 18 anni, serve a coprire le popolazioni più fragili ed evitare sotto i soggetti di 60 anni di età di avere queste complicanze. Nei soggetti vaccinati, oltre i 60 anni, il numero di casi osservati è stato minore dell’atteso e ciò indica l’effetto protettivo delle vaccinazioni anche sul rischio di complicanze trombotiche. Se qualcuno vuole essere vaccinato con Astrazeneca, una volta terminate le categorie fragili nessuno lo vieta. Come valori per le riaperture si conterà l’Rt e l’occupazione dei posti in terapia intensiva. Questo è il secondo giorno consecutivo che si ha un calo dei posti letto occupati, siamo scesi di 80 unità anche se ci sono numeri alti sui decessi. La seconda dose di Astrazeneca è già prolungata alla 12esima settimana ed è stata affrontato il problema del distanziamento della seconda dose per i vaccini a Rna fino alla 42esima giornata. Tra qualche giorno avremo anche il vaccino Johnson & Johnson con una sola dose. La percentuale di utilizzazione delle dosi è sempre stata una percentuale elevata con valore tra il 75 e il 94%. Sullo Sputnik l’Ema sta valutando. Alcune ricerche pubblicate su Lancet mostrano come sia efficace oltre il 90% ma ci sono anche altri dati da valutare. Alla fine di gennaio nel Regno Unito ci sono stati più di mille e 700 decessi, da parecchi giorni ove la larga parte dei vaccinati ha ricevuto Astrazeneca siamo nell’ordine di poche decine. E’ importante che tutti i cittadini abbiamo fiducia nei meccanismi di sorveglianza sui vaccini”. 

 

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