Vaccino, Draghi ha ragione: più dosi ai giovani che alla categoria 70-79 anni

vaccino covid

Durante la conferenza stampa indetta da Mario Draghi, il Presidente del Consiglio ha puntato il dito contro i giovani “furbetti” che non rispettano le liste senza coscienza scavalcano persone fragili rubandone la dose di vaccino. “Per esempio uno psicologico di 35 anni che si vaccina come operatore sanitario, con che coscienza questo giovane salta la lista? Sapendo che lascia a rischio concreto di morte uno che ha più di 75 anni o una persona fragile. Le Regioni che sono più avanti con le vaccinazioni dei fragili e gli over 75 apriranno prima“.

Draghi sottolinea come sia un dovere vaccinare prima le categorie fragili, quelle che in questo anno di pandemia sono state più duramente colpite dal covid.

Secondo i dati forniti dal Ministero della Salute – aggiornati alle 16 di oggi 8 aprile – in Italia le persone che hanno ricevuto almeno una dose di vaccino sono 11.850.555 di cui 3.653.66 sono totalmente immunizzate.

La categoria che ha ricevuto più vaccini è quella nella fascia d’età che va dagli 80 agli 89 anni con 3.735.779 dosi somministrate. La fascia d’età 70-79 anni invece ha complessivamente ricevuto 1.170.029 mentre quella over 90 ne ha ricevute 891.180. In totale la categoria che va dai 70 anni in su ha ricevuto 5.796.988 dosi.

Il Premier Draghi ha principalmente criticato la categoria dei giovani, i 30enni, che sfiorano quasi il milione di dosi (997.029). Dai 16 ai 29 anni invece ad ottenere la dose sono stati 710.732. In totale dunque i giovani che sono stati vaccinati sono 1.707.761, dunque un numero superiore rispetto alla fascia 70-79 anni.

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