Decreto Sostegni, Draghi: “Criterio dell’utile. Soldi alle categorie più colpite dalla pandemia”

Il Premier Mario Draghi, nel corso della conferenza stampa, ha affrontato anche i provvedimenti destinati a risollevare l’economia del Paese e ai nuovi criteri previsti dal Decreto Sostegni.

Draghi sul Decreto Sostegni: “Fondi ai soggetti più colpiti dalla pandemia”

“Oltre alle riaperture vi saranno altri due pilastri. Il primo riguarda i provvedimenti economici. Il ministro Franco ha annunciato il Def e l’entità dello scostamento che è di 40 miliardi. Ma non è solo questo. Se vedete il percorso di questo deficit (meno del 12%) si rientrerà con un percorso che solo nel 2025 vedrà il 3%. Questa è una scommessa sulla crescita. Se sarà quella che ci attendiamo da tutti questi provvedimenti, dalle riforme, dai piani di investimento noi questa scommessa la vinciamo senza pensare nemmeno a una manovra correttiva negli anni futuri”.

“Spesso questi profili di medio e lungo termine son fatti con l’idea implicita che tra qualche anno si comincino a fare manovre correttive. Se la crescita si traduce in quel che noi ci aspettiamo dalle riforme e dagli investimenti questo processo sarà l’uscita dal debito attraverso lo sviluppo. Una crescita sostenibile, d’altronde il PNNR è il piano in cui è spiegata in tutti i suoi effetti la transizione ecologica”.

“Dunque è una scommessa sul debito buono. Stiamo facendo, abbiamo fatto e faremo debito ma deve essere investito bene. Gli investimenti son stati ben individuati occorre che siano ben progettati e attuati. Ma è necessario che le norme che disciplinano gli investimenti siano semplificate. Il PNNR è fatto di 192 miliardi circa di cui 69 sono a fondo perduto e 122 sono prestiti a condizioni favorevoli, più 30 di un fondo di accompagnamento. Qui va il finanziamento di tutti quei progetti che secondo la commissione non sarebbero potuti stare nel PNNR ma saranno spesi con la stessa velocità. Le norme devono essere semplificate in maniera tale che tutti gli investimenti possano essere fatti nei loro tempi naturali senza ritardi e rallentamenti”

“Il terzo punto riguarda le opere. C’è stata la nomina di 57 commissari per 57 opere: 14 infrastrutture stradali, 16 infrastrutture ferroviarie, trasporto rapido di massa, 11 idriche, 3 portuali e 12 per presidi di pubblica sicurezza. Erano opere già finanziate e deliberate che aspettavano di essere attuate”.

“Spesso la gente si chiede ‘ma quando le vedrò queste cose?’. Il ministro Giovannini ha preparato un cronoprogramma dove si vede esattamente la data di apertura dei cantieri. Due opere son già aperte da marzo, 5 apriranno a giugno, 8 a settembre, 5 in dicembre e così via, ognuna con una data precisa. Questo è stato possibile perché i vari stadi sono stati concordati con le autorità”.

“A proposito del decreto sostegni, approvato l’altra settimana, volevo mettere in risalto soltanto due cose. Primo la rapidità dei pagamenti. Dal 30 marzo a oggi son stati pagati 2 miliardi nella prima settimana e 1 miliardo nella seconda ma i pagamenti non sono ancora terminati.

“L’altra questione che si è aperta è se si potessero introdurre cambiamenti nei criteri in cui questi fondi venivano allocati. Il criterio che si è adottato nel primo decreto è quello del fatturato che ha suscitato perplessità in tanti. Il Ministero sta pensando di aggiungere anche un criterio che riguarda l’utile, l’imponibile fiscale, in modo tale da vedere quali sono stati i soggetti più colpiti dalla pandemia”.

“Ma bisogna ricordare che non si può aver tutto. Col fatturato i pagamenti sono molto rapidi, con l’utilizzo di altri parametri i tempi si allungano di varie settimane rispetto al pagamento immediato che c’è stato col fatturato. Il prossimo decreto avrà ancora il fatturato dentro e i sostegni saranno indirizzati ad una varietà di categorie. Non è stato ancora approvato ma questo fatturato si accompagnerà anche a un altro criterio che tenga conto dell’utile di impresa o dell’imponibile fiscale in maniera tale da vedere un po’ chi è stato veramente il più colpito”.

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