Covid, la professoressa Bisceglia lancia l’allarme sul Sud: “Troppi contagi. Non saranno settimane facili”

Allarme covid al sud Italia – lo lancia l’epidemiologa Bisceglia. Dal prossimo 26 aprile le regioni che si troveranno in zona gialla potranno far ripartire la propria economia. Da quel giorno prestabilito infatti le riaperture saranno sempre più graduali e mirate su determinati settori. i virologi e li scienziati però non sono d’accordo con le scelte del Governo, a detta loro troppo premature e basate solo su criteri politici e non medici. Proprio di questo ha parlato a “Il Corriere della SeraLucia Bisceglia, epidemiologa che fra due settimane verrà eletta presidente della Associazione italiana di epidemiologia.

Riaperture, Crisanti: “Ogni volta gli stessi errori”

Sulle riaperture la professoressa Bisceglia dice la sua e lancia l’allarme covid sul sud Italia: “Il quadro epidemiologico non è così stabile da consentire un allentamento in tempi brevi. Non solo. Al Sud si va verso un peggioramento, dal Lazio in giù non sono da prevedere settimane facili.

L’Rt, era sceso. Ora Puglia, Calabria, Sicilia, Sardegna, Campania e Basilicata, sono finite sopra l’unità. Significa che i contagi sono in progressione Ci stiamo avvicinando all’ora x del 26 aprile in uno scenario tutt’altro che propizio.

I posti letto in ospedale in quattordici regioni sono occupati oltre la soglia limite. L’incidenza in generale è scesa ma siamo sempre a 160 casi ogni 100 mila abitanti. Ecco non stiamo proprio benone“.

Bisceglia critica anche il differenziamento delle zone a colori che non hanno permesso all’Italia una discesa omogena dei casi. Ma ribadisce che, dopo le riaperture, in caso di aumento dei casi bisognerà tornare all’allerta massima. Sul coprifuoco e sul pass per spostarsi tra regioni dice: “Il coprifuoco funziona da deterrente. Introduce a livello psicologico un segnale d’allerta. Il coprifuoco ricorda i comportamenti individuali da tenere e che non siamo al liberi tutti. Se alle 22 devi essere a casa, gestisci gli spostamenti, eviti gli incontri non necessari. Avere il pass può indurre la sensazione di avere una protezione assoluta. Non è così“.

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