L’ultimo saluto a Gianni, la figlia: “Volevo renderti nonno. I tuoi organi salveranno cinque vite”

gianni vivenzio
Foto pagina Facebook Questura di Napoli

Questa mattina si sono tenuti i funerali del Sovrintendente Capo della Polizia di Stato, Gianni Vivenzio, deceduto a causa di un tragico incidente in moto mentre prestava servizio. La cerimonia si è svolta all’interno della Basilica Reale Pontificia di San Francesco di Paola.

Funerali di Gianni Vivenzio: le parole della figlia

I funerali si sono svolti in presenza del Capo della Polizia, il prefetto di Napoli e gli assessori Morcone e Clemente. Amici e conoscenti si sono stretti al dolore di sua moglie Ketty e delle figlie nate dal loro matrimonio, Sara e Giada. Proprio quest’ultima ha voluto ricordare suo padre con le seguenti parole: “Vi ringrazio per essere qui, so che lui non aveva un carattere facile. Non sarà stato un perfetto collega, zio, cognato, amico ma al tempo stesso sapeva trasmettere a modo suo amore e affetto”.

“Alla fine di ogni mio esame non faceva i salti di gioia, non si dimostrava particolarmente contento. Si limitava a un ‘lo sapevo che andavi bene perché tu sei figlia a me’. Ma nel suo sguardo leggevo immensa fierezza, con i suoi occhi sapeva comunicare molto più che a parole.

La casa è rimasta bloccata nel tempo, le uova di Pasqua mai scartate, le tue birre ancora in frigo, pesi e bilancieri come li hai lasciati il 6 aprile. Purtroppo, anche se inconsciamente, ci rifiutiamo di andare avanti ed accettare il fatto che la sera non rientrerai più a casa. La cioccolata non verrà mai consumata, le birre mai bevute e i tuoi pesi non saranno mai più impugnati”.

“Durante i dieci giorni in cui hai lottato ho raccolto le testimonianze delle persone che ti conoscevano. Tutti ti descrivevano come buono e generoso, incrementando in me la stima nei tuoi confronti, rendendomi sempre più fiera di essere tua figlia. Te ne sei andato senza darci il tempo di salutarci”.

“Mi consola solo il fatto che in quel momento stavi facendo ciò che più amavi, il tuo lavoro in sella ad una moto. Un lavoro per cui hai dato tutto, persino la tua vita. A questo momento non ero preparata, dovevamo fare ancora tante cose insieme: viaggiare, giro in canoa, bagno con il tuo gommone ma soprattutto il mio più grande vanto sarebbe stato renderti nonno. Un nonno ‘sprint’ come ti definivi tu.

Voglio pensare che questa sorte ti sia toccata solo affinché restassi sempre così bello e muscoloso, senza andare incontro alla vecchiaia che ti avrebbe sciupato o riempito di rughe. Mi impegnerò affinché in futuro possa essere anche solo un quarto di quello che sei stato tu. Manterrò ogni singola promessa che ti ho fatto quando l’ultima volta che ti ho visto, anche se la tua mente era assente, il tuo cuore grande e buono ancora batteva. Crescerò seguendo il tuo esempio”.

Una vita messa al servizio degli altri anche dopo la sua morte. Gli organi di Gianni, infatti, saranno donati per salvare altre vite: “Nonostante tutta la tua vita tu abbia aiutato tante persone, con il tuo lavoro il tuo altruismo si è spinto oltre. Anche in tua assenza stai salvando la vita di cinque persone. Grazie per avermi guidato fino a qui, ora mi tocca proseguire senza il mio invincibile papà”.

Anche il Questore Giuliano è intervenuto rivolgendosi alla sua famiglia: “Siamo e saremo sempre al vostro fianco. Caro Gianni ti ho conosciuto da come hai lottato e resistito, nello sguardo di tua moglie e delle tue figlie, nel loro dolore così immenso e così composto. Nel loro grande gesto di generosità nel momento più buio grazie al quale delle persone avranno un’opportunità. Nei loro sorrisi mentre mi raccontavano di te”.

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