Covid, come curarlo a casa: aggiornata la circolare del Ministero

L’Italia fino ad oggi conta 3,97 milioni di contagi covid da quando è iniziata la pandemia. La maggior parte però sono contagiati asintomatici o che hanno potuto curarsi a casa. Ieri il Ministero della Salute ha aggiornato la circolare proprio riguardo alle cure da effettuare ai pazienti in isolamento domiciliare.

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Come curare il covid a casa

Torna la “vigile attesa (intesa come costante monitoraggio dei parametri vitali e delle condizioni cliniche del paziente)”, ma anche la “misurazione periodica della saturazione dell’ossigeno tramite pulsossimetria” e i “trattamenti sintomatici (ad esempio paracetamolo o Fans in caso di febbre o dolori articolari o muscolari, a meno che non esista chiara controindicazione all’uso)”.

CASI LIEVI – “Per caso lieve – spiega il testo – si intende presenza di sintomi come febbre (più di 37.5 gradi C), malessere, tosse, faringodinia, congestione nasale, cefalea, mialgie, diarrea, anosmia, disgeusia, in assenza di dispnea, disidratazione, alterazione dello stato di coscienza. In linea generale, per soggetti con queste caratteristiche cliniche non è indicata alcuna terapia al di fuori di una eventuale terapia sintomatica di supporto“.

Oltre a vigile attesa, saturimetro (92% è il valore soglia che deve allertare ) e farmaci sintomatici come tachipirina o antinfiammatori, fra le altre indicazioni “non utilizzare in maniera costante corticosteroidi.

MONOCLONALI – Recenti evidenze indicano come alcuni degli anticorpi monoclonali in uso o di prossimo utilizzo possano non essere efficaci contro determinate varianti virali come la B.1.351 (sudafricana) e la P.1 (brasiliana). Di questo verrà tenuto conto in sede di scelta terapeutica anche in relazione alla situazione epidemiologica locale. In base all’avanzamento delle conoscenze, potrà essere considerata l’opportunità di determinare la variante virale implicata nell’infezione prima di decidere su quale anticorpo o combinazione di anticorpi monoclonali orientare la scelta terapeutica“.

In accordo con le specifiche determine autorizzative dell’Aifa, la selezione del paziente da trattare con anticorpi monoclonali – prevede la circolare – è affidata ai medici di famiglia (Mmg), ai pediatri di libera scelta (Pls), ai medici delle Uca(r) e, in generale, ai medici che abbiano l’opportunità di entrare in contatto con pazienti affetti da Covid di recente insorgenza e con sintomi lievi-moderati.

La terapia con anticorpi monoclonali anti Sars-Cov-2 deve essere riservata, in base alle evidenze di letteratura, a pazienti con Covid di recente insorgenza (al meglio entro 72 ore dalla diagnosi d’infezione e comunque sintomatici da non oltre 10 giorni) con infezione confermata da Sars-Cov-2 e definiti ad alto rischio di sviluppare forme gravi”.

INTEGRATORI“Si segnala che non esistono, a oggi, evidenze solide e incontrovertibili (ovvero derivanti da studi clinici controllati) di efficacia di supplementi vitaminici e integratori alimentari, ad esempio vitamine, inclusa vitamina D, lattoferrina, quercitina – si legge nella circolare – il cui utilizzo per questa indicazione non è, quindi, raccomandato“.

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