Covid, la variante indiana si sposta al Sud: accertati 5 casi in Puglia

Dopo i casi rilevati in Veneto, la variante indiana è avanzata verso Sud contando già cinque positività nella Regione Puglia. Soltanto ieri l’assessore regionale alla Sanità, Pierluigi Lopalco, aveva annunciato la presenza di due casi di variante indiana in Salento. Ad oggi ne sono stati scoperti altri tre.

La variante indiana si sposta al Sud: 5 casi in Puglia

L’istituto zooprofilattico sperimentale di Puglia e Basilicata, nella giornata di ieri, ha individuato la presenza del ceppo in due cittadini rientrati dall’India. L’assessore Lopalco aveva tranquillizzato la cittadinanza dichiarando: “Tutti i contatti di questi casi sono stati già individuati dal dipartimento di prevenzione e messi in quarantena”.

“È molto importante aver isolato il virus perché questo permetterà di approfondire gli studi sulla capacità dell’immunità vaccinale di bloccare anche questa variante. La Puglia mette a disposizione della comunità scientifica internazionale il virus isolato in laboratorio”.

Nelle ultime ore, stando a quanto rende noto l’Adnkronos, i casi legati alla mutazione in questione sembrerebbero essere aumentati nel territorio pugliese. Il laboratorio di Epidemiologia Molecolare e Sanità Pubblica dell’azienda ospedaliera-universitaria Policlinico di Bari, infatti, ha rilevato tre nuove positività legate alla variante indiana. Si tratta di cittadini che risiedono in provincia di Lecce.

Gli esperti, e la stessa Oms, avevano suggerito di prestare attenzione al ceppo indiano in quanto, dato il rischio di maggior trasmissibilità, avrebbe potuto diffondersi velocemente tra una Regione e l’altra. Finora la sua presenza era stata accertata soltanto in Veneto. L’allarme era scattato anche nel Lazio e nella città di Napoli ma placato poco dopo: per i casi sospetti è stato escluso il legame con la variante indiana.

Ciò, tuttavia, non ha impedito la diffusione del nuovo ceppo che, dopo aver fatto il suo ingresso nel Nord Italia, si è spinto giù, fino a toccare il Sud. Già il professor Crisanti, microbiologo e divulgatore scientifico, aveva commentato la comparsa della variante in Italia dicendo: “Se è stata trovata in Veneto, vuol dire che è già ampiamente diffusa anche altrove”.

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