Orgoglio napoletano: il dottor Di Biasi dirige il più importante centro di cardiopatia

L’avvento della pandemia non ha frenato le abituali attività dell’ospedale Sacco di Milano che ha dato vita all”Ambulatorio del Cuore’, il più importante centro di cardiopatia strutturale della città, diretto dal napoletano Maurizio Di Biasi.

Milano, nasce l’Ambulatorio del Cuore: il responsabile è il napoletano Di Biasi

Classe 1966, il dott. Di Biasi, laureatosi alla Federico II di Napoli, è partito alla volta di Milano divenendo Responsabile dell’Unità Operativa Semplice di Emodinamica e Cardiologia Interventistica dell’ASST FBF-Sacco.

L’attenzione verso le patologie cardiache lo ha portato a capo dell”Ambulatorio del Cuore’, sito all’interno del ‘Centro Cuore’ diretto dal Prof. Maurizio Viecca, Direttore del Dipartimento Cardiovascolare dell’Ospedale Sacco. Una delle eccellenze partenopee che sta portando in alto il nome della Campania nel trattamento delle patologie cardiache.

Il centro è nato circa un anno e mezzo fa, all’interno di un’area dell’ospedale recentemente ristrutturata, grazie alla Fondazione ‘Un Cuore per Milano’ e all’impegno del prof. Viecca. Si tratta di una struttura all’avanguardia in grado di accogliere e trattare i pazienti affetti da cardiopatia strutturale, patologie che colpiscono le valvole o altre strutture del cuore. Al suo interno è possibile usufruire delle più moderne tecnologie oltre ad un accurato iter clinico e diagnostico. Il Centro, inserito nel contesto della Divisione di Cardiologia e dotato in totale di 37 posti letto, riesce a seguire circa 200 pazienti all’anno.

L’Ambulatorio del Cuore si attesta come struttura totalmente proiettata nel futuro dedicata al trattamento mininvasivo delle più svariate cardiopatie strutturali. Il tutto tramite un percorso totalmente personalizzato, in base alle esigenze del singolo, di tipo multidisciplinare e multiprofessionale.

Lo stesso prof. Di Biasi ha spiegato: “Grazie all’interazione tra cardiologi, cardiochirurghi, internisti, geriatri, nefrologi e neurologi, possiamo creare una strategia terapeutica sempre più ‘tailored’. Ogni paziente ha la possibilità di utilizzare, nel nostro Centro, i dispositivi biomedicali tecnologicamente più avanzati che ci permettono di ottenere i risultati clinici migliori. Per noi sono fondamentali anche i controlli post operatori periodici, anche di chi non si è operato al Sacco. Ciò per aiutare i pazienti nel loro percorso di recupero in modo da ridurre anche il tasso di reospedalizzazione grazie ad accesso ambulatoriale ‘open’ per la gestione della terapia domiciliare garantendo la continuità assistenziale”.

Un’attività continua che non si è arrestata nemmeno con l’inizio dell’emergenza covid così come spiega il prof. Vacca: “L’ambulatorio non ha mai chiuso. Abbiamo creato dei percorsi dedicati e adottato una serie di precauzioni per rendere il paziente tranquillo durante l’accesso in Ospedale. Ma se l’attività ambulatoriale in questo anno di pandemia è aumentata anche da noi, viceversa e come in tutta Italia, i ricoveri per infarto acuto purtroppo sono diminuiti del 40-50% perché per la paura del contagio da Covid i pazienti colpiti da infarto temporeggiano prima di recarsi in ospedale e quando arrivano spesso le loro condizioni sono già gravi”.

Di qui l’invito del dott. Di Biasi di rivolgersi ai sanitari in caso di sintomatologie sospette: “É fondamentale rassicurare la popolazione con un invito a recarsi in pronto soccorso. Non vi preoccupate e, in caso di sintomi sospetti, recatevi in Ospedale senza tardare perché qualunque esitazione potrebbe rivelarsi anche fatale per la vostra salute”.

Dunque un’ulteriore conferma dell’eccellenza dei medici della nostra terra che, anche nel corso dell’emergenza, si sono distinti in tutto il mondo. Basti pensare al professor. Paolo Ascierto e alla cura approvata da diversi Paesi del mondo. Non da meno il prosieguo della campagna vaccinale che sta raggiungendo cifre straordinarie.

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