Vaccino, a giugno addio alle fasce d’età: 20 milioni di dosi in arrivo

giugno vaccino

La campagna vaccinale subirà da giugno una vera e propria impennata, in quanto saranno previste 20 milioni di confezioni di vaccino in arrivo. A riportare la notizia è Il Sole 24 Ore.

Grazie a un aumento delle scorte previsto già da fine maggio, con 17 milioni di dosi consegnate, si potrà abbandonare il metodo per fasce d’età o distinzioni per categorie prioritarie. Il mese prossimo, inoltre, dovrebbe essere approvato il Curevac che apporterebbe un aumento di 7,3 milioni di dosi.

Il commissario Francesco Paolo Figliuolo, senza sbilanciarsi troppo, ha comunque dato ad intendere nella sua ultima comunicazione che il prossimo passo sarà quello di vaccinare tutti. La campagna vaccinale, così voluta dal presidente del Consiglio, Mario Draghi, e dal commissario Figliuolo ha sempre richiesto il coinvolgimento dei medici di medicina generale. In aggiunta a questo, ha anche reso possibile le vaccinazioni presso farmacie.

Ovviamente sorgono alcune problematiche. L’assessore Alessio D’Amato, Regione Lazio, ha chiesto altre 100mila dosi al commissario Figliuolo. Ci sono state 6mila prenotazioni in 3 ore presso le farmacie, e da oggi sono aperte le prenotazioni anche per la fascia 43-40 anni, oltre che per gli italiani residenti all’estero.

Un’altra problematica è che sul territorio nazionale bisogna stimare circa 700mila stranieri immigrati da paesi non Ue e non registrati nelle informatiche regionali, sprovvisti di tessera sanitaria o codice fiscale e dotati solo di un tesserino Stp (straniero temporaneamente presente).

In più sorge il dubbio per quanto riguarda le vacanze e il modo in cui si gestiranno i richiami dei vaccini. Questa problematica si pone soprattutto per gli spostamenti dei giovani all’estero, anche legati ai trasferimenti per motivi di studio come l’Erasmus.

Il 28 maggio inoltre, l’Ema si esporrà per quanto riguarda i vaccini per la fascia d’età dei 12-15. Guido Rasi, microbiologo dell’università di Roma Tor Vegata, dichiara a questo proposito:

“Allargare la vaccinazione ai giovanissimi è fondamentale. Fa parte del secondo pilastro della gestione della pandemia di Covid-19, stroncare i punti di possibile diffusione maggiore – ha spiegato Rasi – significa agire su quelli che girano molto, con la massima mobilità”. Dopo l’ok della Fda (Food and drug administration) il parere dell’Ema è abbastanza prevedibile.

Il commissario Figliuolo parla invece di “progressivo superamento dell’attuale sistema basato sulla struttura emergenziale, per arrivare a “coinvolgere la totalità dei medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, farmacisti e altri operatori del servizio sanitario nazionale, riconducendo l’attività vaccinale quanto più possibile nell’alveo delle strutture ordinarie”.

A giugno, con l’arrivo di 20mila dosi, divise per 30 giorni, si faranno 666mila vaccini al giorno. Magari un po’ utopico come numero, ma comunque il “liberi tutti” per i vaccini sembra essere abbastanza vicino.

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