Covid, i guariti sviluppano una protezione naturale: il rischio di reinfezione crolla dell’85%

Per chi ha contratto il covid il rischio di reinfezione si riduce drasticamente: a confermarlo è uno studio, condotto su un gruppo di sanitari guariti dall’infezione, pubblicato sulla rivista ‘ERJ Open Research’.

Covid, basso rischio di reinfezione per i guariti: lo studio

L’analisi ha riguardato un campione di 2.063 operatori sanitari del Regno Unito, in servizio presso alcune strutture ospedaliere scozzesi. Tutti, da maggio a settembre 2020, sono stati sottoposti ad esami sierologici e monitorati costantemente fino allo scorso dicembre.

Sul totale dei sanitari coinvolti nella ricerca, 300 test anticorpali sono risultati positivi (il 14,5%). Il 18,7% di questi risultava totalmente asintomatico. Nonostante fossero state rilevate 38 positività tra i membri del gruppo precedentemente risultato negativo, degli individui risultati positivi al test sierologico soltanto uno ha contratto nuovamente l’infezione. Un risultato che porta i ricercatori a concludere che, per i soggetti guariti dal covid, il rischio di reinfezione si riduce dell’85%.

Pur trattandosi di persone più esposte al rischio di contrarre il virus, data la quotidiana permanenza all’interno di strutture ospedaliere, la probabilità di ammalarsi per una seconda volta risulta essere quasi azzerata. Ciò a conferma del fatto che coloro che contraggono il covid, una volta guariti, sviluppano una protezione naturale nei confronti del virus stesso grazie alla produzione di anticorpi.

Considerando che, ad oggi, sono 4.197.892 gli italiani che sono risultati positivi al covid, e rapportando questo dato alla campagna vaccinale, che ha raggiunto un totale di 31.549.071, la diffusione del virus, rispetto ai mesi passati, potrebbe diminuire in maniera ancor più significativa nel breve periodo.

Del resto, il report sui benefici dei vaccini anti-covid, stilato da Istituto Superiore di Sanità e Ministero della Salute, dimostra che a soli 35 giorni dalla prima dose il rischio di infettarsi cala dell’8o%. Ancor minore è la probabilità di sviluppare forme gravi che potrebbero portare al decesso: il rischio di ricovero si riduce del 90% e quello di morte al 95%.

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