Vacanze, tamponi, vaccini e Green pass: le norme da rispettare nei Paesi all’estero

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Le giornate si allungano, il caldo aumenta e la voglia di viaggiare degli italiani anche. L’estate si avvicina, mentre le restrizioni anti-covid sono in continua diminuzione, tanto da far sperare a qualche italiano anche in una vacanza all’estero. Tuttavia, prima di poter avviare una qualsiasi prenotazione, sia per una vacanza tutta italiana che per una all’estero, bisogna conoscere alcune regole per i turisti, da rispettare soprattutto fuori la Nazione. Quest’anno, i veri protagonisti per una partenza in sicurezza, non saranno più le creme da sole, ma tamponi, vaccini e certificato digitale.

Una vera e propria novità quella dell’Eu digital Covid certificate, un documento che spesso chiamiamo col nome di Green Pass. Si tratta di un certificato cartaceo o digitale ( in quest’ultimo caso sarà presente sull’App IO o Immuni) con un Qr code ideato da Bruxelles. Il codice potrà attestare l’avvenuta vaccinazione del possessore, l’avvenuta guarigione dal Covid o l’esito negativo di un tampone svolto durante le precedenti 48 ore. Attualmente, però, le norme variano da Paese a Paese. Quindi, in attesa che il certificato europeo venga adottato ufficialmente, sarebbe consigliato consultare la ‘scheda’ dello Stato verso cui si desidera viaggiare prima della prenotazione. È possibile reperire tale scheda sul portale della Farnesina ViaggiareSicuri.

Vacanza all’estero: le restrizioni degli altri Paesi

Totalmente diverso è un possibile viaggio oltre i confini dell’Unione Europea. Non mancano ovviamente norme estremamente diverse tra loro a seconda dello Stato e/o continente. Difficile invece recarsi in vacanza sia negli Stati Uniti d’America che in Australia, in quest’ultima fino al 17 giugno. Per gli USA, invece, impossibile entrare, a meno che non si risieda in uno degli Stati, o non si abbiano familiari americani. Principio inverso per chi, invece, dall’America vuole spostarsi in Italia, attraverso voli Covid tested, ovvero voli sperimentali con tamponi sia alla partenza che all’arrivo.

Regole ben più severe riguardano invece il Giappone, nel cui Paese i viaggiatori provenienti dall’Italia saranno posti in isolamento per i primi 3 giorni dal loro arrivo. I turisti italiani resteranno in isolamento in una struttura indicata dalle autorità di quarantena giapponesi. Tale quarantena prevede l’isolamento in una stanza di hotel di dimensioni ridotte, con pasti forniti dalle autorità di quarantena e senza alcun contatto diretto con l’esterno. Solo al terzo giorno condotto un ulteriore test, e in caso di risultato negativo, i turisti potranno raggiungere il luogo da loro scelto per terminare il periodo di auto-isolamento fiduciario di 14 giorni. Per coloro che risulteranno positivi invece saranno applicati i protocolli sanitari indicati dalle competenti autorità giapponesi.

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