Napoli, Concettina ai Tre Santi cerca personale ma non lo trova: “Preferiscono il reddito di cittadinanza”

Foto instagram Concettina3Santi

E’ una delle pizzerie più note e buone di Napoli, eppure sui social in queste non si sta parlando di pietanze ma di alcune dichiarazione rilasciate dal pizzaiolo Ciro Oliva. Concettina ai Tre Santi infatti cerca personale ma non è riuscito a trovarlo per colpa del reddito di cittadinanza.

Sull’utilità del reddito di cittadinanza erano arrivate anche le parole del governatore De Luca che lo aveva bocciato, soprattutto per i giovani del Meridione. Ora arrivano quelle di Ciro Oliva rilasciate alla giornalista Anna Paola Merone del Corriere del Mezzogiorno.

Difficilissimo trovare pizzaioli, fornai, ragazzi di sala. Tanti prendono il reddito di cittadinanza e trovano più comodo avere i soldi fino a casa senza lavorare oppure, e sono numerosi, vorrebbero un impiego al nero. Ma da Concettina ai Tre Santi lavoriamo stando sempre nelle regole. Chi viene da noi ha un regolare contratto e non facciamo manegg. Da me lavorano 30 ragazzi, ma sarebbe importante poter contare su altre forze. In genere non chiudiamo neanche: si incomincia prima di mezzogiorno e si va avanti fino a sera. La volontà e la ferma disciplina del lavoro è quella che ci ha portato all’eccellenza e nel nostro team c’è posto per chi vuole essere con noi, con queste premesse“.

Su questo si è espresso anche l’Assessore alle politiche del Lavoro del Comune di Napoli, Giovanni Pagano, criticando duramente Ciro Oliva:

“Faccio anche io un appello a Ciro Oliva, fare un’ottima pizza e avere gente che lavora per te non fa di te un’esperto di politiche del lavoro, prima di sparare sulla povera gente bisogna informarsi bene. Dire che i ragazzi preferiscono il Reddito di cittadinanza al lavoro è una stro***ta, non solo dal punto di vista politico, ma soprattutto dal punto di vista tecnico. Il RdC viene assegnato su base familiare, purtroppo non su base individuale, un ragazzo o una ragazza che non ha già una casa di proprietà o un affitto già intestato che garantisce la residenza, non può fare domanda per l’assegno perché come metro di valutazione viene utilizzato l’ISEE.

Quindi chi vive in famiglia non percepisce RdC al massimo è l’intero nucleo familiare che ne beneficia. Capisco che attaccare i percettori è di moda, però ci sarebbe da chiedersi come è possibile che un pizzaiolo che lavora parecchie ore a settimana, preferisce 500 euro al mese invece di una paga che dovrebbe essere di tre volte più alta, magari che si andrebbe a sommare ad un’altra entrata in famiglia. Ad esempio una pensione di un parente, sempre per informazione, anche minima in un nucleo familiare di 3 persone azzera quasi completamente l’RdC. Sono sicuro che oltre a fare un’ottima pizza Concettina ai Tre Santi paghi regolarmente i suoi dipendenti e sappia verificare da solo che non c’è nessun paragone tra una busta paga media di un pizzaiolo e l’assegno del RdC.

Sempre per arricchire la discussione, basta avere sulle spalle un’affitto medio nella zona della Sanità (3-400 euro per un monolocale) per avere a mala pena i soldi per fare la spesa. Che il Reddito di cittadinanza non sia perfetto è fuori dubbio, che sia una risposta alla povertà diffusa e alla disoccupazione dilagante mi sembra ovvio.
Invito Ciro Oliva a fare un’altra riflessione: l’altro grande merito del RdC è smascherare quegli imprenditori che vogliono dare paghe da fame ai loro dipendenti, spesso mascherando il lavoro con contratti di tirocinio e apprendistato. Lui che è una persona che lavora onestamente, dovrebbe essere grato a questa misura per aver fatto venire fuori chi nella vita prova a fare l’imprenditore sottopagando i propri dipendenti“.

 

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