Vaccino LeCoVax2: il nuovo candidato italiano per la lotta contro il Covid-19

Vaccino LeCoVax2

Promettenti i dati del nuovo candidato vaccino italiano contro il Covid-19. In collaborazione con la startup VisMederi Researc, l’Università Statale di Milano ha messo a punto il vaccino, ‘LeCoVax2‘, nei propri laboratori. Come spiega la rivista dell’Università, il primo studio sperimentale, condotto su modello d topo, ha dimostrato l’efficacia del prodotto nel neutralizzare il virus con l’induzione di anticorpi.

Il vaccino è il prodotto di un lavoro coordinato da Claudio Bandi, Sara Epis e Gian Vincenzo Zuccotti del Centro di ricerca pediatrica Romeo ed Enrica Invernizzi della Statale, in collaborazione con Emanuele Montomoli, responsabile scientifico di VisMederi Research e docente all’università di Siena.

Il nuovo farmaco presenta alcune caratteristiche innovative, che lo renderebbero diverso dagli altri vaccini attualmente in uso, sia per il meccanismo di azione che per gli aspetti relativi alla conservazione e alla distribuzione. Il vaccino LeCoVax2 sfrutterebbe inoltre una piattaforma diversa sia dai prodotti-scudo a vettore adenovirale, sia da quelli a base di mRna.

I vaccini attualmente in uso sfruttano due tipologie di piattaforma. Posso infatti infatti sfruttare virus modificati incapaci di replicare l’infezione, contenenti frammenti genici di Sars-CoV-2, o Rna somministrati all’interno di piccole particelle lipidiche.

In entrambi i casi si prevede una produzione delle proteine virali all’interno delle cellule dei vaccinati. La piattaforma usata per LeCoVax2 si basa invece su un microorganismo unicellulare modificato. Questo microorganismo sarebbe in grado di produrre e di trasportare le proteine virali che possono stimolare la produzione di anticorpi.

Vaccino LeCoVax2: l’uso di Leishmania per la produzione di anticorpi

Il microorganismo utilizzato dal farmaco è Leishmania tarentolae, somministrabile in forma inattiva, non patogena per l’uomo. Tale microorganismo, inoltre, non ha assolutamente a che fare con quello che provoca la leishmaniosi nei cani. Si tratta di una sorta di micro-fabbrica in grado di produrre proteine molto simili a quelle prodotte a seguito di un vaccino a Rna o durante un’infezione.

Le proteine virali prodotte in Leishmania hanno la capacità quindi di stimolare la produzione di anticorpi nelle cellule di un mammifero. Altra caratteristica peculiare di Leishmania è la tendenza a penetrare all’interno delle cellule dendritiche. Quest’ultime sarebbero proprio le cellule che intervengono nelle prime fasi della risposta immunitaria. L’utilizzo del microorganismo permette quindi di veicolare gli antigeni direttamente alle cellule con ruolo centrale nell’induzione della risposta immunitaria

Su carta, il vaccino LeCoVax2 risulta essere promettente sin dalle prime fasi di sviluppo. Le peculiarità di LeCoVax2 lo rendono promettente per l’applicazione nei Paesi in via di sviluppo. Necessaria per la produzione del farmaco, infatti, una tecnologia relativamente semplice.

Essendo inoltre somministrato in forma inattiva, può essere sviluppato anche in preparati liofilizzati reidratabili, agevoli da conservare e distribuire. Non si esclude la possibilità che il farmaco possa esser somministrato per via mucosale, ad esempio orale. Una caratteristica ne faciliterebbe l’utilizzo, importante in caso di richiami del vaccino nel corso degli anni. Nelle prossime settimane procederemo con le indagini precliniche su LeCoVax2.

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