AstraZeneca, novità su richiami e sintomi preoccupanti: dalla confusione alle macchie

L’Aifa ha stilato un documento ufficiale in cui precisa che il richiamo del vaccino prodotto da AstraZeneca, chiamato Vaxzevria, non va somministrata a chi, a seguito della prima, ha sviluppato una trombosi ed elenca i sintomi ai quali prestare attenzione.

Aifa, AstraZeneca e trombosi: richiamo e sintomi

All’interno della nota si legge: “Vaxzevria è controindicato nei soggetti che hanno presentato sindrome trombotica trombocitopenica (TTS) in seguito alla precedente vaccinazione con Vaxzevria. La TTS richiede una gestione clinica  specializzata. Gli operatori sanitari devono consultare le linee guida applicabili e/o consultare specialisti per diagnosticare e trattare questa condizione”.

Combinazioni di trombosi e trombocitopenia sono insorte, seppur in casi rarissimi, a seguito della vaccinazione, soprattutto nelle donne di età inferiore ai 60 anni. Motivo per il quale il farmaco era stato raccomandato per gli over 60 ma ciò non toglie che sia comunque utilizzabile dai 18 anni in su.

L’Aifa ha anche aggiornato l’elenco dei sintomi ai quali bisogna prestare attenzione se compaiono dopo l’iniezione. Sarà necessario consultare un medico in presenza delle seguenti sintomatologie: respiro affannoso, dolore toracico, gonfiore o dolore alle gambe, dolore addominale persistente.

Da non sottovalutare nemmeno i sintomi neurologici quali: cefalea severa o persistente, visione annebbiata, confusione o convulsioni. Infine un campanello d’allarme potrebbe legarsi anche alla presenza di ecchimosi (petecchia) in sedi diverse da quella dell’iniezione.

Intanto, alcuni ricercatori austriaci, indagando sui fenomeni trombotici legati al vaccino, hanno confermato l’efficacia di una terapia precoce in grado di bloccare i fenomeni avversi nel loro stadio iniziale, prevenendo del tutto eventuali esiti tragici.

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