San Giuseppe Moscati, i vescovi lo votano come patrono di medici ed infermieri

Giuseppe Moscati

San Giuseppe Moscati sarà il patrono di medici, infermieri e soccorritori del Sistema dell’Emergenza Territoriale 118 italiano e della Medicina e Chirurgia di Emergenza nazionale.

A deciderlo è stato la CEI, Conferenza Episcopale Italiana. Dal 24 al 27 maggio scorso, infatti, si è tenuta l’Assemblea generale della CEI a Roma, nella quale i Vescovi italiani hanno approvato la costituzione di San Giuseppe Moscati come patrono di medici, infermieri e soccorritori del Sistema dell’Emergenza Territoriale 118 italiano e della Medicina e Chirurgia di Emergenza nazionale. Ora, però, la volontà unanime dei vescovi italiani dovrà essere confermata e approvata della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti.

San Giuseppe Moscati, protettore dei medici

La nomina di Giuseppe Moscati come protettore di medici e infermieri in prima linea, è un passo reso ancora più doveroso dal triste periodo storico che tutti stiamo vivendo. Medici e infermieri, da più di un anno, stanno lottando contro il Covid-19, rischiando la propria vita per salvare quella dei propri pazienti. Lavoratori sanitari stremati a causa del lavoro incessante e dalla paura di trovarsi dinanzi a una malattia per molti versi ignota.

Questa tenacia mostrata dai nostri sanitari nella battaglia contro il Coronavirus, ma non solo, è stata la costante che ha caratterizzato tutta la vita di Giuseppe Moscati. Il medico, nato a Benevento nel 1880 e morto a Napoli nel 1927, ha donato tutta la sua esistenza e la sua professione ai bisognosi, curando ogni giorno ininterrottamente chiunque ne avesse bisogno, senza alcuna ricompensa monetaria, ma anzi sostenendo economicamente i pazienti che riversavano in gravi stati di povertà.

Proprio a tal proposito, il Pontificio Santuario di Pompei ha scritto sui suoi social:San Giuseppe Moscati, che curò anche il Beato Bartolo Longo, con il quale ebbe un rapporto di profonda amicizia spirituale, è considerato l’antesignano del servizio 118 perché era il primo ad accorrere sul paziente in situazioni critiche. Non aveva remore a raggiungere gli ammalati anche in piena notte o in zone malagevoli. Alla cura dei corpi, poi, sapeva unire la cura delle anime riuscendo a dare speranza anche a chi non aveva più possibilità di guarire”. E prosegue: “La decisione dei Vescovi italiani arriva nel tempo della pandemia, che ha visto medici, infermieri e operatori sanitari impegnati in prima linea nel prendersi cura degli ammalati mettendo a rischio la propria salute e la propria vita. Tante le vite donate e gli atti di coraggioso eroismo”.

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