“Maradona è stato ucciso dai medici per negligenza”: le parole dell’avvocato

Sulla morte di Diego Armando Maradona si continua ad indagare sulla pista della negligenza sanitaria, sostenuta anche da Rodolfo Baque, legale di Diana Gisela Madrid, una delle infermiere addette all’assistenza del campione ed attualmente indagata per omicidio colposo.

Maradona, Baque e la pista dell’omicidio: “I medici non hanno impedito la sua morte”

Il Pibe de Oro si è spento lo scorso novembre, all’età di 60 anni, per un attacco cardiaco. Poche settimane prima era stato operato al cervello per un coagulo di sangue e tra i principali indagati spicca proprio il neurochirurgo che lo ha seguito, Leopoldo Luque.

L’infermiera Dahiana sostiene di non avere nulla a che fare con il decesso di Diego, dichiarando di essere stata la prima a cercare di rianimarlo. Una tesi riproposta dal suo avvocato, Rodolfo Baque, che, come riporta ‘Clarìn’, ha rivelato: “Ha parlato dodici ore della sua vita con Maradona. Lei è stata l’unica persona che gli ha fatto il bagno dall’11 al 25 novembre. Tutti i medici e le persone presenti in quella casa, compreso Maradona, le hanno proibito di curarlo”.

Secondo l’avvocato Baque sarebbero stati i medici ‘ad uccidere’ Maradona ‘per negligenza’. É quanto  ha rivelato alla stampa a margine dell’interrogazione della sua assistita: “Lei ha fornito soltanto i farmaci come dimostra la stessa autopsia. L’accusa di omicidio con eventuale intento di volerlo uccidere è sbagliata su di lei. C’erano diversi elementi che facevano pensare che Maradona sarebbe morto da un momento all’altro. I medici non hanno fatto nulla per impedirlo”.

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