Raffaella Carrà, un’icona del mondo LGBT: “Non capisco la violenza verso chi nasce con una sessualità diversa”

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La morte di Raffaella Carrà ha sconvolto il mondo intero: icona della musica, della tv, ma anche del mondo LGBT. Raffaella è stata considerata sempre una donna molto vicina alla tematica ed ha sempre espresso il suo parere in merito. In particolare ne parlò a novembre del 2018, quando presentò il suo album ‘Ogni volta che è Natale’ che contiene il brano ‘Chi l’ha detto’, una canzone dedicata al Natale.

Nel video del brano, Raffaella Carrà ha inserito varie situazioni familiari tra cui una coppia gay e nel corso della presentazione del disco ha raccontato come si è avvicinata al mondo LGBT: “Mi sono avvicinata al mondo gay dalla prima edizione di Canzonissima, quando ricevevo delle lettere da ragazzi che si volevano fare del male, tentare il suicidio perché non venivano capiti in casa. Ho cominciato ad informarmi“.

Nello spettacolo, molte persone che ti vestono o fanno parte del cast, sono omosessuali. Ho sempre pensato: com’è possibile che esiste questo gap tra genitori, figli, amici nei confronti di queste creature per le quali provo una profonda tenerezza. Non ho mai capito questo modo di comportarsi. Sono diventata un’icona gay non facendo nulla. Mi hanno chiesto di fare le sfilate nel giorno del Pride. L’anno scorso sono andata a Madrid e li ho incontrati tutti in una notte“.

Proprio in occasione del Pride a Madrid, Raffaella Carrà ha tenuto un discorso dopo aver ricevuto un premio per il coraggio, l’energia e la libertà espressa in tutte le sue canzoni: da ‘A far l’amore comincia tu’, passando per ‘Luca’, una delle prime canzoni italiane che trattava il tema dell’omosessualità.

Queste alcune delle sue parole di quel giorno: “Questa è la festa dell’orgoglio gay ed io sono orgogliosa di essere qui oggi, ma il cammino per ottenere l’uguaglianza non è ancora completato. Bisogna ancora lottare. Non capisco la violenza verso le persone che nascono con un orientamento sessuale diverso. Loro ci rispettano e dobbiamo rispettarli anche noi. Sono una donna libera che crede nella pace e spero che la situazione possa migliorare, anche se si sono fatti tanti passi avanti“.

Raffaella è stata invitata a fare la madrina dei Pride per anni e anni, proprio per la grande considerazione che il mondo LGBT aveva per lei. L’ultimo saluto è arrivato anche da I Sentinelli di Milano: “Se questo Paese è un po’ meno bacchettone lo si deve anche a te. Noi ti promettiamo che sarai sempre nella colonna sonora dei nostri Pride. Buon viaggio Raffaella”.

Raffaella è stata anche icona della libertà, ma soprattutto della gioia del sesso, e con le sue canzoni ha abbattuto tanti tabù. Come diceva il The Guardian: “E’ stata una pioniera che ha aiutato le persone a vivere vite più appaganti, usando ritmi a cui nessuno che abbia sangue nelle vene può resistere“. E I Sentinelli di Milano hanno così ricordato la sua ‘Tanti auguri’

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