Verso l’obbligo del Green Pass a due livelli: una dose per andare al ristorante, due per palestre ed eventi

Anche l’Italia si dirige verso l’obbligo del Green Pass per accedere a svariati luoghi che, stando all’orientamento prevalente del Governo, potrebbero richiedere una dose di vaccino o entrambe a seconda del rischio di assembramento previsto.

Verso l’obbligo del Green Pass: una dose di vaccino per andare al ristorante, due per gli eventi

Per oggi è convocata la conferenza delle Regioni mentre domani vi sarà la riunione con il Governo. L’esecutivo, dunque, è al lavoro per cercare di introdurre il nuovo provvedimento entro il prossimo 26 luglio. Quest’ultimo sarà basato soprattutto sull’uso esteso del Green Pass con l’obiettivo di promuovere un parziale ritorno alla vita normale ma in piena sicurezza.

Stando alle ultime indiscrezioni, fornite dal ‘Corriere della Sera’, saranno previsti due livelli differenti promuovendo l’accessibilità ai luoghi quotidianamente frequentati dalla popolazione, prestando particolare attenzione a quelli maggiormente affollati. Per questi ultimi, infatti, l’attestato potrebbe valere soltanto a completamento del ciclo vaccinale. La doppia dose, dunque, sarebbe obbligatoria per accedere a stadi, palestre, luoghi dello spettacolo, partecipare a concerti, eventi e convegni, ballare nelle discoteche all’aperto.

Per altri luoghi, nei quali sono già ampiamente osservati i protocolli di distanziamento, invece, basterebbe una sola dose: è il caso dei ristoranti al chiuso e locali affini. Per quelli all’aperto, invece, al momento non dovrebbero essere introdotte nuove misure, lasciando libero l’accesso.

Quanto ai parametri che regolano il passaggio delle Regioni in zona bianca, gialla, rossa o arancione, si sta considerando l’idea di dare maggior rilievo al tasso delle ospedalizzazioni piuttosto che al numero dei nuovi positivi. Il numero di ricoveri e decessi, infatti, resta il maggior indicatore di allerta. La vaccinazione, tuttavia, sta riducendo drasticamente la curva della mortalità e delle ospedalizzazioni per covid, soprattutto tra le fasce giovanili. Resta, dunque, invariato l’invito da parte delle autorità sanitarie e locali di vaccinare quante più persone possibili.

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