Marta Cartabia a Napoli: “Se l’Italia non rinasce da qui, non lo farà da nessuna parte”

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Marta Cartabia, eletta Ministra della Giustizia del governo Draghi il 13 febbraio di quest’anno, stamattina ha incontrato al Nuovo Palazzo di Giustizia di Napoli i vertici degli uffici giudiziari e il presidente dell’Ordine degli avvocati.

Lo scorso 8 luglio è stata approvata dal Cdm la riforma della giustizia penale. Tra i punti più importanti vi è l’obiettivo di ridurre del 25% entro i prossimi cinque anni i i tempi della durata del processo penale in Italia, abbattendo soprattutto l’imbuto della fase di appello che dura mediamente 850 giorni contro uno standard europeo di 104 giorni. La sfida è portare tutte le 29 corti di appello a rispettare un limite di due anni, oggi sforato da 10 uffici. Il provvedimento è atteso in aula il 23 luglio.

Marta Cartabia su Napoli: “Una terra piena di risorse”

La Ministra Cartabia si è soffermata molto, in seguito, sulle criticità della situazione partenopea: “Perché Napoli non ce la può fare? Ce la deve fare. È una terra piena di risorse intellettuali e culturali, di una ricchezza e di una vivacità anche umana preziosissima per tutto il Paese.

Le vostre preoccupazioni, sono le mie preoccupazioni. Ogni processo che non arriva a una sentenza definitiva, è una sconfitta. Quelle decine di migliaia di processi che vanno in prescrizione, non dopo la riforma, ma già oggi, sono una sconfitta dello Stato. Non possiamo più permettercelo. Ma è anche una sconfitta dello Stato se la risposta arriva tardi, in tempi non ragionevoli.

Le forze politiche spingono in direzioni diametralmente opposte, ma questa riforma deve essere fatta perché lo status quo non può rimanere tale. Questa riforma deve essere fatta. Napoli è in difficoltà, sono qui perché lo so. Non è facile venire nel luogo più difficile. Sono qui anche come segno di una vicinanza e di una attenzione particolare che il Ministero ha verso le realtà difficili.

Non si vanno a curare i sani, qualunque medico si avvicina più a un paziente grave. Qui c’è un paziente grave, sono i vostri dati e quello che mi avete raccontato a farmi dire questo. Dobbiamo lavorare per rimediare a queste situazioni lo dobbiamo innanzitutto agli abitanti di questa città, perché i nostri concittadini abbiano una risposta giusta e tempestiva a quella bruciante domanda di giustizia che è la domanda più bruciante che abita il cuore di ogni essere umano. Questa risposta deve arrivare in tempi celeri, altrimenti non saranno tutelati né le vittime né gli imputati.”

“Sapevo che venendo qui a Napoli non sarei venuta solo in una città paradisiaca o per incontrare dei grandi giuristi, una scuola di giuristi così significativa che anche molti dei miei più stretti collaboratori vengono da qui. Sono venuta perché sapevo che sarei andata a incontrare la realtà più complessa e più difficile, quella con maggiori problemi. Se l’Italia non rinasce da qui, se la giustizia non riparte da qui, non ce la farà da nessuna parte.

La Ministra Cartabia conclude il suo intervento su Napoli con una citazione di Italo Calvino, tratta da ‘Le città invisibili’: “‘Di una città non godi le 7 o le 77 meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda.’ Qui c’è una bruciante domanda di giustizia e a questa domanda noi siamo tenuti a provare con tutte le nostre energie a dare una risposta.”

Flashmob di protesta organizzato dai Magistrati Onorari

Intanto, all’esterno del Palazzo di Giustizia, era in atto un flashmob dei Magistrati Onorari. La protesta dei Magistrati era contro la condizione “di lavoratori precari e retribuiti a cottimo, senza alcuna tutela in caso di malattia, infortunio, gravidanza“. Secondo i Magistrati, dopo la definitiva entrata in vigore della legge Orlando “si precarizza ancora di più la categoria dimezzandone impegni e guadagni.” La Commissione UE ha anche aperto una procedura d’infrazione contro l’Italia, che avrà due mesi di tempo per dare una risposta.


Video Youtube Ministero della Giustizia

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