MESSAGGIO POLITICO ELETTORALE

Green Pass nei musei ma il rischio corre altrove, Jorio: “In vesuviana si viaggia ammassati come sardine”

A partire da venerdì 6 agosto entrerà in vigore il provvedimento che prevede l’obbligatorietà del Green Pass per accedere ai musei, cosa che ha spinto il direttore della Cappella Sansevero, Fabrizio Masucci, a dimettersi, incontrando l’approvazione di Paolo Jorio, direttore del Museo del Tesoro di San Gennaro, del Filangieri di Napoli e del Correale di Sorrento. A sua detta, infatti, vi sarebbero altri luoghi che, più di quelli della cultura, richiederebbero controlli severi, basti pensare ai mezzi di trasporto pubblico.

Green Pass per i musei, Masucci si dimette e Jorio commenta: “Sono d’accordo”

Intervistato da Anna Paola Merone de ‘Il Corriere del Mezzogiorno’, Jorio ha dichiarato: “Sono d’accordo con Fabrizio Masucci. I musei non possono e non devono diventare uno strumento. Devono restare luoghi neutrali, intitolati alla cultura e all’inclusione. Capisco il suo gesto e condivido a pieno il messaggio che ha accompagnato le sue dimissioni”.

Lo stesso Masucci, infatti, nel rendere note le motivazioni che lo hanno spinto alla rinuncia della presidenza del sito culturale, ha messo in evidenza il fatto che l’introduzione dell’obbligo del pass annienterebbe una delle funzioni principali dei musei: quella di fungere da collante sociale dove ognuno può godere del bello senza distinzioni.

In più, stando alle attuali evidenze, all’interno dei musei la diffusione del contagio è poco probabile. Ciò grazie agli ingressi contingentati e il rispetto rigoroso dei protocolli anti-covid. Per tale motivo Jorio ribadisce: “Come ha ben detto Masucci, l’obbligo di mostrare il Green Pass per l’accesso ai nostri siti non ha niente a che vedere con la sicurezza. Si tratta dichiaratamente di uno strumento per ottenere maggiori adesioni alla campagna vaccinale”.

Un disaccordo che diventa ancor più acceso se si tiene conto di altri luoghi dove la circolazione del virus viene favorita da una totale assenza di controlli. A denunciarlo è ancora una volta Jorio che racconta la sua recente esperienza di viaggio in Circumvesuviana per giungere a Sorrento: “Un viaggio sul quale ci sarebbe davvero tanto da dire e da recriminare. Mentre nei musei e in moltissimi altri luoghi, di cultura e non, si richiede il rispetto di regole sacrosante, in Circumvesuviana si viaggia ammassati come sardine”.

“Ho affrontato un viaggio, insieme con tanti turisti, ad alto tasso di rischio: niente areazione, mascherine a fasi alterne, distanziamento zero. Ecco dove sono i problemi, non in musei dove gli assembramenti non c’erano neanche prima della pandemia” – conclude.

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