Da Barra alle Paralimpiadi di Tokyo, l’esperienza di Emmanuele Marigliano: “Un riscatto per il mio quartiere”

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Emmanuele Marigliano ha terminato la sua esperienza alle Paralimpiadi di Tokyo 2020 che si è chiusa qualche giorno fa con le qualificazioni alla competizione 50 stile categoria S3 di nuoto. Purtroppo, non è riuscito a qualificarsi per la finale, ma la sua avventura a Tokyo potrà essere ricordata nel migliore dei modi.

Emmanuele Marigliano: l’esperienza del nuotatore napoletano alle Paralimpiadi di Tokyo

Emmanuele è un ragazzo di Barra, periferia Est di Napoli, che ha intrapreso il nuoto per scopi terapeutici a causa di una disabilità causata da un’asfissia neonatale. Ha subito, nel corso della sua vita, ben 14 interventi ma è in acqua che si sente libero del tutto.

Quest’anno è diventato campione europeo nei 50 metri Rana ai campionati di Madeira in Portogallo ed è riuscito a partecipare per la prima volta alle Paralimpiadi. A Tokyo si è classificato in quinta posizione nella gara dei 50 metri rana categoria SB2.

L’esperienza di Emmanuele è iniziata con la qualificazione alla finale dei 150 metri misti categoria S3, gara in cui si è piazzato al settimo posto. Successivamente ha preso parte alla finale dei 50 metri rana categoria SB2, diventando il quinto atleta nello stile più nuotato al mondo. Non è riuscito, poi, ad ottenere la qualificazione alla finale per i 50 metri dorso e 50 metri stile categoria S3.

Emmanuele, raggiunto dalla nostra redazione, ha avuto modo di esprimere il suo amore per il nuoto, raccontando la sua esperienza a Tokyo: “La mia passione per il nuoto nasce per esigenza perché da piccolo facevo nuoto-terapia e sono stato catapultato in acqua. Quando sono cresciuto, il mio allenatore attuale, Enzo Allocco, mi ha proposto di iniziare questo percorso. Inizialmente è stato un rapporto di amore ed odio fin quando non è scattata la scintilla che mi ha portato a vivere questo percorso al 100%“.

Prima di Tokyo sono stato agli Europei in Portogallo e vincere quell’oro, per me, ha voluto dire riscatto verso quelle persone che non ci credevano più di tanto, per un intero quartiere e poi la gioia di vedere raggiunto un obiettivo che fino a quel punto era un sogno. L’Olimpiade rappresenta per tutti gli atleti il sogno perché quando si raggiunge significa che hai toccato l’apice, il massimo risultato. Io l’ho rincorsa tanto e raggiungerla in così poco tempo è stato come aggiungere la ciliegina sulla torta di un percorso lungo e particolare. Quando ho saputo della mia convocazione sono scoppiato in lacrime perché significava avercela fatta dopo tanto lavoro e tanta sofferenza“.

Purtroppo, a Tokyo per Emmanuele non è arrivata nessuna medaglia, ma tanta soddisfazione: “Nonostante non sia arrivata la medaglia, ho ricevuto e sto ricevendo tante soddisfazioni. Essere tra i più forti al mondo prima era un sogno, poi si è trasformato in obiettivo ed oggi è reale. Non era semplice, ma questo significa che stiamo lavorando tanto e bene. Io non mi sento appagato, voglio continuare il mio percorso di crescita e diventare sempre più forte“.

Quanto agli obiettivi futuri: “Al momento sto riposando un po’ dopo questi due anni di lavoro intenso. Prossimi obiettivi saranno i campionati italiani, poi ci sarà la coppa del mondo, ma anche il mondiale in Portogallo. Cercheremo di fare un percorso lineare che ci porterà al top della forma per gli appuntamenti internazionali“.

Da questa esperienza mi porto tanto, tutte le emozioni, le sensazioni provate in questa trasferta giapponese. Porto a casa il fatto di aver preso parte ad un’Olimpiade con una spedizione azzurra più numerosa di sempre. Porto un bagaglio di esperienza che mi ha fatto crescere come uomo e come atleta. Porto a casa il coronamento di un sogno che ad oggi mi rende fiero di me stesso e del percorso che ho fatto“.

Tanto affetto da Barra, il suo quartiere, che Emmanuele ha sentito fino a Tokyo: “Il ritorno mi ha trasmesso delle emozioni che ancora oggi fatto fatica a raccontare. Sono stato travolto da affetto sia da parte della mia famiglia che dalle persone che mi hanno sostenuto con un messaggio o svegliandosi di notte per seguirmi. Mi hanno travolto di abbracci durante le feste e questo è un qualcosa che mi rende orgoglioso al massimo. Mi fa capire di aver portato gioia e fierezza in un quartiere difficile di periferia come il nostro. Sento di aver portato qualcosa di positivo in questa periferia e questa cosa mi emoziona tanto“.

Un’esperienza che ha reso orgoglioso tutto il popolo barrese che gli ha inviato messaggi di supporto nel corso delle gare invadendo la sua bacheca Facebook. Emmanuele, al termine dell’esperienza, ha voluto ringraziare tutti con un post su Instagram e ha fatto sapere di essere già pronto a prepararsi per Parigi 2024 per migliorare e magari portare a casa una medaglia.

Queste le sue parole: “Grazie di tutto Tokyo. Torno a casa con la consapevolezza di essere tra i più forti al mondo, ma anche con tanta voglia di crescere ancora. Adesso un po’ di meritato riposo dopo un anno faticoso che mi ha consegnato al nuoto internazionale come primo in Europa e quinto al mondo. Potevo fare meglio? Sicuramente. Ho sbagliato qualcosa? Non sta a me dirlo“.

Grazie a tutte le persone che sono rimaste attaccate alla tv per sostenermi in questa esperienza ed ai tecnici che hanno creduto in me dal primo giorno, vi sarò grato e riconoscente per sempre. Adesso ricarichiamo le batterie per poi aprire un nuovo ciclo con destinazione Parigi 2024. Forza Italia“.

Insieme ad Emmanuele altri campioni hanno reso onore alla città di Napoli durante la competizione giapponese. Tra questi la campionessa Assunta Legnante che si è guadagnata l’argento nel lancio del disco.

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