MESSAGGIO POLITICO ELETTORALE

Soppressioni Circumvesuviana, l’Eav: “I lavoratori non accettano straordinario e mettono in crisi l’azienda”

Continuano i disagi dei passeggeri della Circumvesuviana che da un momento all’altro si sono visti cancellare la tratta Napoli-Scafati-Poggiomarino per 10 giorni. Il motivo sta nella non volontà del personale di accettare i turni straordinari, precedentemente pattuiti con la società e con i sindacati.

L’Eav, con un comunicato, ci ha tenuto a precisare come sono andate le cose: “Facciamo il punto sulle soppressioni sulla Circumvesuviana. Sembra quasi che siamo pazzi o scemi. Variamo un nuovo orario con più corse ma poi non abbiamo il personale. Abbiamo finalmente i treni ma manca il personale.

In realtà il nuovo orario con più corse prevede una quota di lavoro straordinario, la stessa di sempre, la stessa degli ultimi cinque anni. Nulla di più. Chiaramente se improvvisamente i lavoratori rifiutano lo straordinario il nuovo orario (ma anche il vecchio) va in crisi.

Ma perché i lavoratori rifiutano lo straordinario che hanno sempre fatto? Questa è la domanda, a cui non c’è risposta. Il Sindacato firma un accordo ed il giorno dopo lo contesta. Ma allora perché lo ha firmato?
Noi abbiamo il massimo rispetto per tutte le organizzazioni sindacali ma ci aspettiamo altrettanto rispetto. Soprattutto meritano rispetto i cittadini.

Abbiamo firmato un accordo con tutti i sindacati per nuovi turni e per il nuovo orario di esercizio. Un orario che ovviamente faceva anche affidamento su una percentuale di lavoro straordinario, la stessa che si è praticata negli ultimi 5 anni, nessuna forzatura.

Un accordo frutto di giornate intere di lavoro ed incontri infiniti. Un accordo nell’interesse dei cittadini che prevede un maggior numero di corse sulle tratte più affollate. Più corse rese possibili da un maggior numero di treni a disposizione. Un orario che consente di azzerare o quasi i ritardi e quindi in linea con i limiti di velocità ed i tempi di percorrenza necessari.

Ebbene, cosa accade? Che il Sindacato che ha firmato l’accordo lo contesta ed alimenta una protesta di alcuni lavoratori che decidono di non accettare più prestazioni di lavoro straordinario mettendo in crisi l’azienda.

In un momento critico e delicato, quando si è fatto il massimo per offrire un servizio migliore, quando finalmente si possono fare più corse, dopo che si è raggiunto un accordo con tutti, che si fa? Si dice che non va niente bene?
Qualcuno dimentica che i ricavi da traffico sono stati ridotti al 50% dal covid e l’affidabilità del servizio mette in crisi i futuri ricavi e quindi i premi di produttività per tutti i lavoratori.

Allora siamo chiari. Per ora abbiamo un orario e turni concordati con tutte le OO.SS. e questo resta sino a quando non si dovesse giungere ad un nuovo accordo, sempre con tutti. Anche perché formalmente non vi è alcuna richiesta di incontro ufficiale sul tema o disdetta di accordi firmati ed in essere. Il nuovo orario ed i nuovi turni restano in vigore. Naturalmente verificheremo sul campo le criticità e come sempre faremo gli opportuni cambiamenti.

Prendiamo atto che i lavoratori sono stanchi e non vogliono fare più straordinario e per 10 giorni non comandiamo più straordinario. Per ora abbiamo dovuto quindi fare delle scelte di emergenza e ridurre il servizio.

Intanto chiederemo ad ogni singolo lavoratore: tra 10 giorni sei disponibile a fare 1 o 2 o 8 ore di lavoro straordinario alla settimana? In base a queste disponibilità verificheremo il servizio possibile. Non vi è obbligo di fare straordinario ma un dovere di lealtà tra direzione e lavoratori. Basta essere chiari e si decide di conseguenza.

Ovviamente verrà riaperta appena possibile la linea Napoli/Scafati/Poggiomarino e si faranno riduzioni del servizio calibrate su tutte le linee. Intanto proseguono le assunzioni e la formazione per i nuovi macchinisti assunti. Abbiamo assunto 90 tra capotreno e macchinisti. Tutti coloro che hanno superato la prova selettiva per la figura di macchinista sono stati assunti. Andremo avanti su questa linea“.

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