Tumore ai polmoni, la speranza arriva da Napoli: nuova combinazione di farmaci rallenta la malattia

Un nuovo studio sul tumore al polmone, che vede in prima linea l’istituto Pascale di Napoli grazie al lavoro della ricercatrice Marilina Piccirillo, apre la strada ad una combinazione di farmaci che, stando ai primi risultati, si rivela efficace anche per fumatori ed ex fumatori affetti dalla malattia.

Tumore al polmone, la speranza arriva da Napoli: lo studio di una giovane ricercatrice

Lo studio, chiamato ‘Beverly’, è stato promosso e gestito dalla dott. Piccirillo, giovane ricercatrive del Pascale, in collaborazione con l’Unità Sperimentazioni Cliniche dell’Ircss partenopeo, diretta da Franco Perrone, e l’Oncologia Toraco-Polmonare, diretta da Alessandro Morabito. I risultati sono stati presentati lo scorso 18 settembre a Parigi, durante il congresso annuale della Società Europea di Oncologia Medica (Esmo).

Avviata nel 2016, la ricerca ha visto la partecipazione di 160 pazienti, arruolati dal Pascale di Napoli e da altri 42 centri che hanno manifestato la volontà di partecipare allo studio. Su tale campione è stata analizzata la risposta dell’Erlotinib, un farmaco ‘intelligente’ già ampiamente utilizzato, in combinazione con il Bevacizumab, un farmaco antiangiogenico che blocca la capacità del tumore di crearsi dei propri vasi sanguigni.

I primi risultati dimostrano che tale mix posticipa di circa sei mesi la progressione della malattia e prolunga di quasi un anno la sopravvivenza. Ciò in quanto riesce a ridurre le dimensioni del tumore nel 70% dei pazienti, superando il 50% ottenibile con il solo Erlotinib. Sui 160 pazienti arruolati ad ottenere il maggior beneficio sono stati proprio i fumatori ed ex fumatori.

Come spiega la ricercatrice Piccirillo: “Parliamo di pazienti con tumore al polmone che presenta una specifica mutazione genetica a carico del gene chiamato EGRF, che la rende sensibile ad una categoria di farmaci intelligenti diretti contro di essa e che rappresentano il 15% del totale dei pazienti con tumore del polmone nei Paesi occidentali”.

La combinazione dei farmaci sperimentata attraverso ‘Beverly’ è già stata registrata dall’EMA, Agenzia Europea del Farmaco, sulla base di studi precedenti condotti in Asia. “Potrebbe essere utilizzata nei pazienti che per qualche motivo fossero non candidati al trattamento con un altro farmaco (Osimertinib) oggi utilizzato come prima scelta” – ha continuato.

“Inoltre, i nostri risultati suggeriscono di esplorare in ulteriori studi clinici se l’aggiunta dei farmaci che contrastano la capacità dei tumori di costruirsi propri vasi sanguigni possa risultare efficace anche in associazione ad altri farmaci diretti contro la mutazione dell’EGRF, in particolare nei pazienti fumatori ed ex fumatori al momento della diagnosi. Infatti, nelle nostre analisi il beneficio dell’associazione con Bevacizumab sembra molto maggiore nel gruppo di pazienti fumatori o ex fumatori” – ha concluso.

Grande la soddisfazione del polo oncologico partenopeo, di recente premiato proprio dall’Esmo che ha scelto il professor Paolo Antonio Ascierto come autore di un libro sul melanoma. Lo studio della ricercatrice partenopea si aggiunge alla schiera di successi che hanno come protagonista proprio il Pascale.

Di qui le parole del direttore generale Attilio Bianchi: “E’ davvero motivo di orgoglio che un progetto di questo valore sia stato pensato, progettato e coordinato dal nostro Istituto. In particolare da una ricercatrice che, pur essendo molto giovane, ha già al suo attivo una serie di riconoscimenti internazionali”.

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