Elezioni 2021, Matteo Brambilla in camper per la città: “Manfredi non conosce Napoli”

Ultimo giorno di campagna elettorale anche per Matteo Brambilla, consigliere comunale uscente del M5S e candidato a sindaco con la lista “Napoli in Movimento – No Alleanze”, in contrasto con la linea intrapresa dal Movimento di Giuseppe Conte che ha individuato l’ex rettore Gaetano Manfredi come candidato a primo cittadino, insieme a PD, LeU e altre forze politiche della sinistra, tra cui le liste civiche di diretta espressione del governatore De Luca.

NAPOLI, BRAMBILLA CHIUDE LA CAMPAGNA ELETTORALE

Inevitabile la critica al patto per Napoli, ossia l’intesa tra i leader del centrosinistra per risanare le casse del bilancio della città sull’orlo del crac finanziario. “Si vede che non conoscono quello che è successo a Napoli negli ultimi sette anni” – esordisce Brambilla – “Qui sono già arrivati 2 miliardi e 700 milioni di anticipi di liquidità, che non sono serviti a nulla. Mancano gli interventi strutturali e gli investimenti, non si interviene sulle cause dell’indebitamento. Manca anche la programmazione, penso in particolare alle società partecipate. Bisogna andare a tagliare gli organi istituzionali del Comune, gli staffisti, i gettoni di presenza, i rimborsi ai datori di lavoro che rappresentano la spesa maggiore in tutta Italia, e andare a spendere di più per il sociale, dove invece siamo la città che spende meno. Avremmo dieci, venti milioni all’anno di risparmi da reinvestire nel sociale“.

Sulla campagna elettorale: “La gente ci apprezza, molti sono delusi dal Movimento 5 Stelle e quando mi vedono e gli spiego che vado con una lista civica si tranquillizzano. E’ stata una campagna strana senza contraddittorio, con Manfredi che non ha mai voluto partecipare a un incontro. Noi abbiamo fatto una campagna con il camper, abbiamo fatto 5 tappe, da Fuorigrotta a Barra, le periferie est e ovest, il lungomare. Un mare che non è usufruibile ai cittadini e deve tornare a esserlo al più presto“.

Su Mimmo Lucano, ex sindaco di Riace condannato a 13 anni dal tribunale di Locri per truffa e presunta malagestione nel sistema dell’accoglienza ai migranti, Brambilla si dimostra prudente: “Quando ho letto l’ordinanza, ho notato alcune cose particolari, per questo aspetterei la fine dei tre gradi di giudizio. Quello di Riace è stato un riferimento per l’accoglienza importante, ma ci sono alcune gare d’appalto piuttosto discutibili. Abbiamo dunque delle responsabilità penali, ma a mio avviso si tratta anche di un processo “politico” verso un sistema, come quello di Riace, che cercava di dare una mano. Si parla comunque di decine di milioni di euro spesi malissimi, sarebbe un duro colpo per chi vorrebbe fare integrazione. Attendiamo gli altri gradi di giudizio prima di schierarci dall’una o dall’altra parte“.

Stasera è anche atteso Conte a Napoli per rimarcare il suo totale appoggio a Manfredi. Pesante l’accusa che arriva dai dissidenti 5S, capitanati da Brambilla e Maria Muscarà: “nelle chat dei 5 Stelle verrebbe chiesto ad ogni parlamentare e referente sul territorio di portare persone per riempire la piazza, e finanche di riportarne i nomi“.

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