La canzone di Luca Sepe per Alessandra Clemente: “Napoli è femmina e ha bisogno di una regina”

canzone sepe clementeA pochi giorni dalle elezioni amministrative, i candidati a sindaco di Napoli sparano le ultime cartucce. Promesse, incontri con i cittadini e dichiarazioni ad affetto sono il pane quotidiano di chi mastica politica. Ora però per convincere i giovani a votarla, Alessandra Clemente si affida alla penna e alla voce di Luca Sepe che le ha scritto una canzone.

LA CANZONE DI LUCA SEPE PER ALESSANDRA CLEMENTE

Il cantante le ha infatti dedicato un brano dal titolo ‘Ce vo ‘na femmina’:

Sono felicissimo che una canzone che parla di DONNE, di NAPOLI e di ALESSANDRA CLEMENTE, vi stia piacendo tanto….io il mio l’ho fatto… adesso tocca a voi il 3 e 4 ottobre“.

La canzone, molto orecchiabile, presenta però diversi luoghi comuni su Napoli e le donne in generale. Nel video viene mostrata la città e le sue ‘femmine’ che si sono candidate con la ‘regina’ Alessandra Clemente. Il testo però presenta molte falle, a partire da una frase che fa storcere il naso a molti:

Ci vuole una femmina per alluccare dentro ai quartieri, per fare luce quando è sera. Ci vuole una femmina perché Napoli è della gente e per me ci vuole la Clemente per aiutarla”.

Una Napoli dolce (nel videoclip vengono mostrate sfogliatelle, cannoli, babà, il Caffè Gambrinus) ma che al contempo deve lottare contro chi la vuole male e cerca il riscatto dei ragazzini che sono costretti a rubare se non hanno futuro. Per questo secondo Luca Sepe serve una donna:

Ci vuole una femmina perché non abbiamo mai voluto un re ma una regina ti fa sempre una carezza. Ci vuole una femmina, ma una femmina decisa, una femmina che conosce i sacrifici che ha sofferto e non te lo dice, che cammina in mezzo alla gente così come fa la Clemente. Perché Napoli è mammà e una mamma dice sempre la verità. Io lo so cosa fare, e Alessandra tu dimmi sempre la verità“.

La Clemente ha puntato molto sul fatto di essere una candidata donna a sindaco di Napoli in mezzo a molti uomini (basti pensare che dei sette che si sono presentati per la fascia tricolore solo la Clemente e la Solombrino sono donne). Troppo riduttivo però ridurre un voto all’identità di genere, la nostra società ormai è liquida e i concetti di uomo e donna sono ormai superati. Ma in questa campagna elettorale siamo stati abituati a vedere anche la fede calcistica come discriminante per un voto (Manfredi è juventino come più volte sottolineato dal tifoso azzurro Maresca). O chi ha fatto leva sull’amore per gli animali, proponendo come Bassolino un’oasi felina. Una campagna che ha visto poche idee politiche in campo (sempre le stesse da anni) e che si è quindi fiondata sui temi che fanno ‘leva’ sugli elettori come il reddito di cittadinanza. A urne chiuse sapremo chi ha puntato sul cavallo vincente.

Potrebbe anche interessarti