Norina Matuozzo, giustizia è fatta: confermato l’ergastolo per il marito

Foto pagina Facebook-Giustizia per Norina Matuozzo

Giustizia è stata fatta per Norina Matuozzo: la prima sezione Corte di Assise di Appello di Napoli ha condannato all’ergastolo il collaboratore di giustizia Salvatore Tamburrino, che il 2 marzo 2019 uccise la donna a colpi di pistola. A riportare la notizia è l’Ansa.

Salvatore Tamburrino, pregiudicato in passato legato ai Di Lauro, si era presentato alle forze dell’ordine diverse ore dopo l’omicidio, accompagnato dal suo avvocato, e aveva confessato l’omicidio della moglie. Il 3 marzo 2020 l’uomo è stato condannato in primo grado all’ergastolo, al termine di un processo celebrato con il rito abbreviato.

Tamburrino era ritenuto colpevole di omicidio volontario, aggravato dalla premeditazione, dal vincolo sentimentale con la vittima, dalla presenza di figli minori e dai maltrattamenti. In seguito, il sostituto procuratore generale aveva avanzato richiesta di attenuazione della pena a 30 anni di reclusione. Una richiesta che la Corte d’Appello non ha accolto, confermando la condanna all’ergastolo.

Abbiamo trovato una corte giusta, – ha afermato Elda Matuozzo, sorella di Norina – perché questo è stato un processo per un femminicidio dove non era giusto che l’imputato facesse valere il suo stato di collaboratore“. Tamburrino ha avuto infatti un ruolo determinante nella cattura di Marco Di Lauro, avvenuta dopo una lunghissima latitanza.

A commentare l’accaduto è anche la figlia di Norina, Adele, tramite un post sulla pagina Facebook “Giustizia per Norina Matuozzo“: “Nonostante siano passati più di 2 anni e mezzo dall’evento che più mi ha segnata, trovo ancora assurdo il fatto di dover continuare a fare conti con la persona, o per meglio dire, la fonte del marchio nero che sarà per sempre riconducibile alla mia persona.

La cosa più logica per ogni essere razionale che rientra nei canoni di “normalità morale” (cosa che tu, Salvatore, non hai), dopo aver commesso un atto di questo genere, sarebbe, semplicemente e come minimo, vivere la propria condanna tenendo la testa bassa, così come tu, Salvatore, hai sempre imposto di tenere quella di chi, più di tutti, avrebbe dovuta tenerla sempre alta.

Tu hai deciso di non fare alcuno sconto di pena alla mia mamma, e allora non meriti neanche tu di averli. C’è una cosa su cui pongo spesso la mia attenzione: il sole oltrepassa, ogni giorno, il muro della notte per riprendersi la luce. Ecco, io l’ho fatto.

E ora che tu, Salvatore, sei nel buio, sei proprio sicuro di riuscire a trovare la luce? Ho continuato ad avere fiducia nella giustizia ed oggi dico, con molta fierezza: ERGASTOLO per Salvatore Tamburrino“.