Aumento dei contagi da Covid, sottosegretario Costa: “Lockdown solo per i non vaccinati”

sottosegretario Costa

In Italia continua ad aumentare il numero di contagi da Covid-19. Se tale numero non smetterà di crescere, mentre quello delle vaccinazioni effettuate non raggiungerà il traguardo del 90% di immunizzati sul territorio italiano, c’è il rischio dell’ennesimo lockdown: questa volta, però, destinato unicamente a tutti i cittadini che non si sono vaccinati“Credo sia giusto fare una distinzione fra chi si è vaccinato e chi non si è vaccinato.” afferma il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, a “Radio anch’io” in onda su Rai Radio 1.

Non sono molte, secondo il sottosegretario, le scelte possibili. Infatti, come lui stesso spiega, bisognerà “proseguire con le misure restrittive, imponendole anche a chi si è vaccinato”. Ma non si escludono anche le suddette distinzioni, che prendono spunto dagli ultimi appelli che il governo austriaco ha effettuato nei confronti dei propri cittadini.

Una distinzione che, secondo Costa, risiede nella consapevolezza di chi si è vaccinato, una consapevolezza che i no vax non possiedono. Si tratterebbe proprio dell’idea di proteggere sé stesso e gli altri, oltre che “garantire al nostro Paese un ritorno graduale alla normalità”.

Vaccinati, sottosegretario Costa: “Non è corretto che continuino a sopportare misure restrittive”

È per questo motivo che per il sottosegretario Costa bisognerebbe attuare una suddivisione tra i due gruppi. “Dobbiamo proseguire nella campagna vaccinale. Ma credo che non sia corretto che chi oggi si è vaccinato continui a dover sopportare misure restrittive a causa di una minoranza che non si è ancora vaccinata.”

Sergio Costa, dunque, non ritiene che sia corretto che chi ha dimostrato senso di responsabilità vaccinandosi debba subire ulteriori restrizioni a causa di chi ancora non si è vaccinato. “Ciò che ci difende dal virus è il vaccino, non il tampone.” sottolinea inoltre Costa.

L’obbiettivo finale è quindi quello di aumentare le vaccinazioni e convincere anche i più scettici ad effettuarle. Per raggiungerlo non è esclusa neanche la strada dell’obbligo vaccinale per categorie, come quello già in vigore per i sanitari.

Si profila quindi l’idea di un possibile obbligo vaccinale per le categorie più a rischio, se esposte al virus, ossia gli ultra 50enni e 60enni, e anche per coloro che lavorano a stretto contatto con il pubblico. Ma, come Costa stesso precisa, ” ci sono riflessioni da fare e ci possono essere tanti criteri”.

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