Circolare interna della Commissione Ue contro la discriminazione: no alla parola Natale e ai nomi cristiani come Maria

circolare ue nataleSta facendo molto discutere una circolare interna della Commissione Europa che cerca di andare incontro a tutti per una comunicazione inclusiva, eliminando ogni tipo di discriminazione. Discriminazione che sia etnica, sessuale, di genere o persino religiosa. Per questo parole come ‘Natale’ e nomi cristiani come ‘Maria’ devono essere sostituti con vacanze e altri nomi che non urtano la sensibilità di chi professa altre fedi.

CIRCOLARE INTERNA DELLA COMMISSIONE UE: NO ALLE PAROLE NATALE E MARIA

Ad anticipare questa comunicazione è ‘Il Giornale‘ che è entrato in possesso del testo e ne ha pubblicato degli stralci.

Vietato utilizzare nomi di genere come «operai o poliziotti» o usare il pronome maschile come pronome predefinito, vietato organizzare discussioni con un solo genere rappresentato (solo uomini o solo donne) e ancora, vietato utilizzare «Miss o Mrs» a meno che non sia il destinatario della comunicazione a esplicitarlo. Ma non è finita: non si può iniziare una conferenza rivolgendosi al pubblico con la consueta espressione «Signori e signore» ma occorre utilizzare la formula neutra «cari collegh“.

Toccati anche tutti i riferimenti al Cristianesimo come Natale e il nome della mamma di Gesù, Maria:

Non utilizzare la frase «il periodo natalizio può essere stressante» ma dire «il periodo delle vacanze può essere stressante». Una volontà di eliminare il cristianesimo che si spinge oltre con la raccomandazione di usare nomi generici invece di «nomi cristiani» perciò, invece di «Maria e Giovanni sono una coppia internazionale», bisogna dire «Malika e Giulio sono una coppia internazionale»“.

Immediata dopo la pubblicazione della circolare interna della Commissione Ue contro il Natale e il cristianesimo è arrivata la reazione dei politici di destra, dei quali ‘Il Giornale’ è diretta espressione. Scrive la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni:

La Commissione Europea, tramite un documento interno, considera il Natale festività poco “inclusiva”. Nel bersaglio anche i nomi Maria e Giovanni. Il motivo? Potrebbero risultare “offensivi” per i non cristiani. Ora basta: la nostra storia e la nostra identità non si cancellano“.

Sulla stessa scia Matteo Salvini, leader della Lega:

MARIA. GIUSEPPE. VIVA IL NATALE. Sperando che in Europa nessuno si offenda…“.


 

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