Scuole chiuse, il Governo pronto a impugnare l’ordinanza di De Luca

In Campania le scuole elementari e medie non riapriranno il 10 gennaio. Ad annunciarlo è stato il presidente della giunta regionale Vincenzo De Luca nella consueta conferenza stampa di oggi, in cui ha fatto il punto sulla situazione pandemica. Tuttavia, secondo quanto apprende SkyTg24 da fonti di Palazzo Chigi, il Governo sarebbe intenzionato a impugnare la decisione di De Luca, dopo il necessario passaggio in Consiglio dei Ministri.

Infatti, come si legge all’Art. 9 della Gazzetta Ufficiale (attuazione degli articoli 123, secondo comma,
e 127 della Costituzione, in materia di ricorsi alla Corte costituzionale), il Governo, “quando ritenga che una legge
regionale ecceda la competenza della Regione, può promuovere la questione di legittimità costituzionale dinanzi alla Corte costituzionale entro sessanta giorni dalla sua pubblicazione“.

In tal caso, dunque, il Governo dovrebbe impugnare la decisione di De Luca entro 60 giorni dalla pubblicazione dell’ordinanza regionale, che dovrebbe essere firmata a breve. Intanto, nel suo intervento di oggi, il governatore della Campania ha spiegato le motivazioni che lo hanno spinto a prendere questa decisione:

“Abbiamo 3.000 positivi tra il personale scolastico e credo 19mila positivi nella fascia 0-19 anni. La Percentuale di vaccinazione al di sotto delle prime medie ed elementari è meno del 10%; aumenta nelle superiori. I sindaci ci invitano a ritardare la riapertura dell’anno scolastico per due, tre settimane. I presidi ci hanno detto che non riescono a garantire l’apertura delle scuole in sicurezza.

In questa condizione credo che sia irresponsabile aprire le scuole il 10 gennaio. Non riapriremo le medie e le elementari. In queste ore le nostre strutture sanitarie stanno lavorando e con tutta probabilità prenderanno la decisione di una proroga per la riapertura dell’anno scolastico a fine gennaio. Non ci sono le condizioni minime di sicurezza. Per il resto seguiremo con attenzione la situazione del contagio e dell’epidemia facendo tutto ciò che è nelle nostre possibilità”.

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